
Uno dei primi film a tema “mare e vela” che ricordo con stupore fu l’Ammutinamento del Bounty, al di là della trama storica e del cast d’eccezione l’episodio che più ricordavo era l’abbandono del mitico capitano Bligh in mezzo al mare a bordo di una scialuppa, pensavo “tanto valeva ucciderlo” ed invece quello attraversava un oceano e arrivava alla base dei “buoni”.
Ecco, con cognizione di causa mi rendo conto che quella è stata una delle imprese epiche della storia della navigazione 3.618 miglia dal centro del Pacifico (isola di Tofoa) fino a Timor, una lancia di 7 metri, un orologio che non veniva regolato da anni, un sestante rotto e qualche carta approssimativa.
Ma la notizia di oggi cos’è? Che Don McIntyre, Dave Pryce, David Wilkinson e Chris Wilde hanno appena rifatto lo stesso viaggio in condizioni praticamente identiche su una replica fedele di quel lancione di legno arrivando a destinazione in quello che il capitano definisce “un viaggio al limite della resistenza e della sopravvivenza, una delle esperienze più dure (e pure ne ho avute tante) della mia vita”
Giù il cappello davanti a questi 4 ed ovviamente giù il cappello davanti al Capitano William Bligh che per primo e per necessità tracciò la rotta. Qui il sito che parla dell’impresa, dopo il salto invece la schermata con il traking del percorso fatto, prima però riguardare la foto in alto e prendete il respiro.
Continua a leggere: Talisker Bounty boat – rifatto il viaggio del Capitano Bligh
Ve lo ricordate Alex Bellini? Quello che ha il vizio di remare per dei mesi, che è partito dal Perù ed è arrivato in Australia l’anno scorso? Ecco, ero straconvinto che fosse un esemplare unico, che per quanto 6 miliardi e rotti di abitanti siano una buona base nessuno sulla Terra avesse la sua stessa passione.
Mi devo ricredere, Roz Savage sta facendo più o meno la stessa cosa su una barca più o meno grande uguale e con più o meno le stesse motivazioni. Sul suo sito si legge “Ocean Rower” come se fosse una cosa normale, come se si potesse far scrivere alla dicitura “professione” sulla carta di identità…
Non vi dico altro, il video qui sopra è bellissimo, il sito web è altrettanto ricco e si ha anche l’impressione che rispetto al collega valetellinese, la britannica qui citata sia un po’ più organizzata, per quanto sia possibile organizzarsi per remare per 8.000 miglia.
Via | snipeout

Inizio 2010 e i protagonisti della vela cominciano a stilare i propri calendari: un mondiale TP52 di qui, un europeo Star di là, una tappa Melges24 a destra e un campionato di Farr40 a sinistra… c’è invece chi ha un programma un pelino più impegnativo come Thomas Coville che nei suoi progetti per il 2010 ha messo insieme qualcosa come 67.000 miglia.
Due giri del mondo e quattro traversate Atlantiche, cosa volete che sia! Ovviamente tutto da percorressi su trimarani a 35 nodi di media. Si dovrebbe iniziare a breve con il Trofeo Jules Verne che vede ancora Coville imbarcato su Groupama 3 come timoniere, attualmente a Brest in stand-by per partire assieme a Cammas e ciurma.
Appena rientrato il programma prevede l’assalto col suo maxi trimarano alla Discovery Route, record nelle mani dell’amico avversario Francis Joyon, per fare un test generale a Sodeb’O che da quest’anno monta dei foils che dovrebbero renderlo ancora più performante (!). Segue un ritorno in Francia magari tentando il record se capita la finestra meteo giusta.
Regata strana che apparentemente non ha ancora trovato la sua strada ben definita questa Transatlantica Maxi Yacht Cup, nel 2007 era sponsorizzata Rolex, lo Yahct Club Costa Smeralda aveva spinto parecchio per lanciarla e per essere la prima edizione era tutt’altro che mal riuscita.
Aveva delle potenzialità nonostante la prima volta alla partenza si fossero presentati scafi diciamo non proprio da regata pura. Quest’anno la seconda edizione, vado sul sito dello YCCS e vedo che c’è solo un linkettino piccolo, niente comunicati stampa niente foto né bandiere né banda, sembra tutto passato in mano alla Maxi Yacht Association.
Al via a Tenerife solo 5 barche (di cui partenti solo 4), poca comunicazione collegata e poca regata per via della differenza tra le barche. Il risultato tuttavia segna il record della regata, facile da prevedere visto che l’altra volta c’era stato poco vento, Beau Geste di Karl C. Kwok ha concluso il percorso in 9 giorni 8 ore 57 minuti e 27 secondi ad una velocità decisamente sostenuta. Attesi sul traguardo nelle prossime ore Alexia, Sojana che era giunto secondo nel 2007 e Valkyrie.
Sul sito della Maxi Yacht Association la pagina dedicata alla regata, per ora molto scarna ma dopo i festeggiamenti magari qualcosa di più apparirà.
Via | sail-world
Continua a leggere: Transatlantic Maxi Yacht Cup 2009 – vittoria e record per Beau Geste
Vi avevamo dato annuncio della partenza della sua traversata dal Perù ad inizio primavera, sembra ieri, molti di voi si saranno anche dimenticati di questo grande uomo che mentre le nostre vite andavano avanti tranquille si trovava in mezzo all’oceano Pacifico a remare, remare da solo per arrivare in Australia, ora è arrivato, dopo 295 giorni.
Alex Bellini ha dovuto rinunciare all’ultimo pugno di miglia per via delle condizioni meteo avverse che continuavano a mandarlo verso Nord, l’arrivo è stato effettuato con l’aiuto di un rimorchiatore che lo ha trainato per le ultime 60 miglia, non è intaccata comunque la grandiosità della sua impresa.
Dopo la traversata dell’Atlantico del 2005, Bellini stabilisce diversi record tra cui il maggior numero di giorni passati in mare in solitario e il record di traversata pacifica che ha uguagliato, ma come lui stesso ha dichiarato “È come se mi fossi alzato da tavola dopo un magnifico pranzo al ristorante, ma prima del tiramisù, ma il senso del viaggio è il viaggio stesso e non l’arrivo”.
Per rivivere tutte le emozioni di questo incredibile viaggio c’è il sito-blog di Alex che per lui è stato anche uno degli stimoli maggiori a non mollare con le decine di messaggi che riceveva ogni giorno. Ora spazio ai festeggiamenti e un po’ di meritato riposo, e guai a chi osa chiamarlo ancora montanaro.
Via | www.alexbellini.it
Oggi uso il blog in modo improprio ma sento che è un’esperienza che vale la pena di condividere con chi avrà voglia di leggere fino in fondo: la traversata di pochi giorni fa dalla Sardegna alla Liguria per la prima volta con la responsabilità di barca e passeggeri tutta sulle mie spalle; spero mi perdonerete.
Partenza prevista da Porto Massimo (La Maddalena) per il giorno 21 Agosto. L’equipaggio è formato dalla mia ragazza, prima vacanza in barca, e da un amico poco più che neofita, ergo prudenza al cubo. Guardo le cartine su internet, ascolto i bollettini, tengo d’occhio il barometro e vedo che solo per il primo giorno è previsto vento da Maestrale sui 20 nodi poi entriamo nel ridosso della Corsica e per quando siamo fuori dall’altra parte abbonaccia tutto, si parte.
Giorno 1:
Destinazione Sud della Corsica per una rada (25 miglia). Il vento, naturalmente, è più del previsto: 30 nodi di Maestrale che raffica nelle Bocche alzando onda corta e incrociata, due mani di terzaroli alla randa, motore e pazienza se si balla un po’. L’equipaggio risponde bene, sembra pure divertito, la barca fila che è una bellezza, per fortuna non è una preoccupazione. Arriviamo bagnati ma felici alla rada di Pinarello dove regna la bonaccia assoluta, notte più che tranquilla.

E’ stata lunga ma alla fine ce l’ha fatta. 110 giorni giorni ci ha impiegato a bordo del suo catamarano a onde il sessantanovenne giapponese Kenichi Horie per coprire le 3400 miglia che separano le Hawaii dal Giappone. Trentatre miglia al giorno ad una media di grosso modo 1.5 nodi, praticamente meno della metà della velocità preventivata.
A quanto pare a rallentare il Suntory Mermaid II sono stati il mare troppo poco formato - infatti il motore della barca di 30 piedi sono due pinne orizzontali che assorbono il movimento ascendente e discendente delle onde e lo trasmettono ad una pinna verticale che spinge il mezzo in avanti - e le correnti contrarie.
Kenichi Horie era partito da Honolulu il 16 marzo ed è arrivato a Wakayama durante la notte del 4 luglio.
Via | yachtpals.com
Kenichi Horie è un navigatore, definirlo velista sarebbe riduttivo visto che per le sue imprese ha utilizzato diversi mezzi di propulsione, giapponese di 69 anni che ha in programma di attraversare il Pacifico con un catamarano che per muoversi sfrutta il movimento delle onde
Ecologista convinto Horie ha già compiuto navigazioni del genere, sia con barche a vela che alimentate dall’energia solare e nel 1993 perfino a pedali, tutte prodotte con materiali prevalentemente riciclabili.
La Suntory Mermaid II, questo il nome della barca di 30 piedi costruita in alluminio, percorrerà le circa 4000 miglia che separano le Hawaii dal Giappone ad una velocità stimata di 3 nodi e ci impiegherà circa due mesi e mezzo. La data indicativa per la partenza è programmata per il 16 marzo, l’arrivo in maggio.
Il concetto di base anche se complicato da mettere in pratica è abbastanza banale, due pinne orizzontali assorbono il movimento ascendente e discendente delle onde e lo trasmettono ad una pinna verticale che spinge il mezzo in avanti, come nella voga a bratto.
Via | inventorspot.com
Kenichi Horie attraversa il Pacifico col catamarano a onde



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Vi abbiamo parlato diffusamente degli alfieri italiani alla Transat650 di quest’anno, finalmente è arrivato il momento di sentirli raccontare in prima persona.
Maurizio vettorato sarà ospite presso la sede di Guantalavela a Milano Giovedì 7 febbraio 2008 alle ore 21.
Il buon Andrea Pendibene invece lo trovate al SEATEC di Carrara i prossimi 7-8-9 febbraio con tanto di Mini650 al seguito.
Continua a leggere: Storie da ascoltare: gli appuntamenti di Andrea Pendibene e Maurizio Vettorato
Il loro progetto inizia nel 2006, quando decidono di costruire l’imbarcazione per la traversata: un particolare catamarano, di soli 20 piedi, che dovrà sopportare sollecitazioni e sforzi in misura ben maggiore delle normali imbarcazioni di lunghezza simile.
Si chiamano Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin i due francesi che sono riusciti a infrangere il record di percorrenza nella tratta Dakar-Guadalupe.
I due velisti hanno coperto una distanza di circa 2.700 miglia in soli 11 giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi; sono così riusciti a battere il precedente primato detenuto da Matteo Miceli ed Andrea Gancia, che nel 2005 avevano impiegato circa 50 ore in più.
Via | sports.fr
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