Pambianchi (Assonautica): “i porti come cittadelle della nautica” – ma anche no
giovedì 11 marzo 2010
Oggi mi va di essere critico, ciclicamente il problema della carenza di porti, dell’inadeguatezza delle strutture dedicate alla nautica e tutto ciò che vi ruota intorno compare su questa o quella testata specializzata, si ripetono sempre le stesse cose ma nessuno ha mai avuto l’idea giusta per risolvere la situazione.
Oggi è il turno di Cesare Pambianchi, presidente dell’Assonautica Romana che espone la sua ricetta per rilanciare il turismo nautico: “i porti come cittadelle della nautica”. Letto su Italiavela.it via velablog. Evisceriamo i concetti principali.
Partiamo dalla presentazione del problema che Pambianchi centra in pieno senza troppi giri di parole:
“[…]si pensi che solo il 10% dei posti barca è riservato agli ormeggi di transito. Una carenza dunque che va sanata. A ben guardare avviene nei porti ciò che avviene nelle nostre città: un proliferare di box e parcheggi stanziali a discapito di un numero ridotto di parcheggi a rotazione.[…]”
Giustissimo, i porti moderni assomigliano sempre di più a dei garage, aggiungiamo che spesse volte il pubblico ha abdicato in favore dei privati e anche la spiegazione dei posti in transito (aggiungiamo gratuiti) che sono ormai una specie estinta, trova la sua ragion d’essere. Passiamo ora alla ricetta che Pambianchi propone, le cittadelle della nautica:
... continua
Anton Francesco Albertoni, presidente 
Che i posti barca scarseggino lo sanno tutti, lo raccontano tutti e un sacco di gente ne “approfitta” per speculare su nuovi porti aumentando le cubature edificabili sulla costa, prendendo appalti, solite cosette all’italiana che sappiamo tutti insomma.

Quanti di voi spesso partendo per le vacanze con la propria barca hanno pensato di affittare il proprio posto mentre erano in giro? E quanti hanno invece visto posti vuoti nei porti di destinazione pensando ”se il proprietario me lo prestasse…”? Ecco un sito che può fare al caso vostro: 




