Ieri sera c’è stato un incontro presso la scuola di vela Orza Minore a Monza con un ospite davvero d’eccezione: Pietro D’Alì, il più eclettico e polivalente velista italiano che si è “confessato” davanti alla platea ed ha risposto a numerose domande poste dal pubblico e da Emilio Martinelli che coordinava la discussione.
Come per la conferenza con Giovanni Soldini mi ero portato la videocamera ma purtroppo mi ha mollato sul più bello quindi cercherò di riassumere qui di seguito gli argomenti principali della serata anche non in stretto ordine cronologico perchè sono davvero tanti.
Si è iniziato vedendo un lungo ed interessante filmato che raccontava tappa per tappa la Solitaire du Figaro del 2005 dove Pietrino chiuse ottavo alla sua prima partecipazione vincendo addirittura una tappa. Poi Pietro ha cominciato a raccontare di come ha iniziato, della gavetta fatta sulle derive e degli anni trascorsi su Guia IV con Jepson che fu per lui un grande maestro.
Tornando ai Figaro naturali le domande sull’esperienza in questa classe con i vari problemi di organizzazione, di capacità individuali e le esperienze vissute. Pietro ha raccontato come in tutta la sua vita ha sempre scelto le classi a maggior tasso di competitività, nei Figaro competono ancora oggi navigatori oceanici che si vedono nelle regate più importanti del mondo e questo, oltre alle difficoltà intrinseche della Solitaire la rende una delle classi più difficili.
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continua