
Ancora un ottimo risultato per Giancarlo Pedote e il suo mini Prysmian 747 nel circuito della Francia atlantica. La regata in questione è una classica del nord Atlantico, La Trinité-Plymouth, 280 miglia in doppio in un mare difficile con condimeteo spesso imprevedibili.
Giancarlo in questa occasione era in coppia con Rémi Aubrun ed ha raggiunto la vittoria al terzo appuntamento ufficiale di questa nuova avventura. Una regata velocissima a più di 10 nodi di media con momenti molto adrenalinici in favore di vento e corrente.
Dopo il terzo posto alla Demi-Clè e il quinto posto alla durissima Pornichet Sèlect 650 arriva quindi il risultato più atteso al terzo appuntamento ufficiale, direi che fino a qui si tratta di un ruolino di marcia decisamente incoraggiante, settimana prossima il via all’appuntamento più importante di questo inizio 2012 con il Mini Fastnet.
Come sempre vi ricordo il sito di Giancarlo che è sempre aggiornatissimo, consiglio di leggere il racconto dettagliato di questa ultima fatica, davvero interessante!
Via | snt-voile.org

Buona la prima per Giancarlo Pedote e il suo nuovo Mini 650 Prysmian 747. Assieme al co-skipper David Raison, Giancarlo ha chiuso al terzo posto la prima regata della campagna 2012, la Demi Cle 650, regata di 150 miglia nel nord della Francia.
Condizioni meteo diverse per le 24 ore di regata che hanno impegnato i 55 equipaggi in una tattica avvincente nelle prime miglia ed ad una navigazione molto dura nella notte con vento fino a 35 nodi.
Questo il commento di Giancarlo dopo l’arrivo:
“Considerato il tipo di vento avremmo potuto vincere senza problemi questa regata, ma a causa di un errore da debuttanti a riguardo dell’interpretazione delle istruzioni di regata e di un imprevisto occorso con la rete di un pescatore che si è impigliata nella chiglia, abbiamo subito perso il contatto con il gruppo di testa e non abbiamo avuto abbastanza strada per rimontare al traverso. In ogni caso si tratta della prima regata e adesso ho sensazioni molto chiare in relazione a pregi e difetti della mia barca”
Il prossimo appuntamento è per il prossimo week end con la Pornichet Select, 300 miglia intorno alle isole della Bretagna, un altro test importante per poter affrontare al meglio della preparazione le regate importanti della stagione estiva.
Foto | Breschi/Ricochez17.com
Via | giancarlopedote.it

Curiosa foto scattata in Francia nei giorni scorsi, lo scafo è il mini Evasol 738 che nell’ultima Mini Transat ha ottenuto buoni risultati con Benoît Lenglet che evidentemente ha qualche problema a mollare gli ormeggi al momento.
Via | sailing anarchy

Avevamo dato l’annuncio poco fa e continuiamo a monitorare il progetto di Giancarlo Pedote e del suo nuovo Mini 650 prototipo ITA 747, quello con la prua tonda che ha vinto l’ultima Transat con David Raion.
I lavori di refitting sono terminati e finalmente, in quel di Lorient, Prysmian 747 ha preso la via del mare, primi bordi con anche l’ex proprietario per la “presa in mano” della nuova barca, la reale consegna di proprietà e subito i primi test.
Così ha commentato Giancarlo sulle fasi di refitting e messa a punto:
Ogni intervento è studiato con attenzione prima, durante e dopo la sua attuazione. La scelta dei materiali e della tecnica di realizzazione di un pezzo, ad esempio, viene fatta sempre per ottenere le migliori prestazioni da un punto di vista globale, per cui vengono valutati il peso e la resistenza dei materiali, la sicurezza e la precisione della tecnica, senza mai guardare al tempo necessario. E’ anche nei dettagli, che si fa la differenza.
Continua a leggere: Mini 650 – Giancarlo Pedote ha varato Prysmian ITA 747

Giancarlo Pedote, miglior piazzamento di un italiano alla Mini Transat nel 2009, dopo una pausa in cui si è dedicato alle regate con il Figarò ha deciso di tornare alla sua vecchia fiamma, il Mini 650, passando però alla categoria proto.
L’annuncio è di quelli grossi perché Giancarlo si è appena comprato il mini più guardato dell’ultimo periodo, quello con la prua tonda di David Raison che accidentalmente è anche quello che ha vinto l’ultima Transat. Scelta coraggiosa ma sicuramente stimolante e rappresenta una bella sfida per il navigatore toscano che ovviamente ha come obbiettivo la Transat 2013.
Questo il suo commento:
“La scelta dell’imbarcazione non è stata affatto semplice. E’ stato molto difficile scegliere tra l’ultimo progetto di Lombard e quello di Raion. Ho scelto Raison. Credo fermamente che in questo progetto ci sia ancora tanto potenziale da tirare fuori e che la barca possa esprimere una buona velocità, anche in poppa VMG. Sicuramente ci sarà da lavorare duro per tenere il passo con le barche già in acqua e le nuove che usciranno, ma questo fa parte della nostra sfida”
La barca che verrà ribattezzata Prysmian ITA 747 verrà messa sotto la lente nei prossimi mesi in un accurato lavoro di refitting a Lorient per poi essere messa a punto con anche la collaborazione di Raion che meglio di tutti può svelarne i segreti.
Questo il sito di Giancarlo, al momento non raggiungibile ma spero che lo sistemino a breve sistemato.
Via | italiavela

Bella foto scattata a Salvador de Bahia che immortala il cargo che riporterà in Europa una buona parte dei Mini che hanno partecipato alla Transat 2011. La foto è scattata da Benoit Lenglet che è uno dei ministi che hanno affidato il loro gioiellino a questo viaggio. Nella regata è arrivato 11mo tra i Serie.
Via | juanpanews.com
L’abbiamo inseguita per un po’ ma siamo riusciti a bloccarla per qualche minuto davanti ad una tastiera e come promesso eccovi l’intervista semiseria che ci ha rilasciato Susy Beyer dopo la sua mitica Transat 2011, ricordiamo che Susy è stata la prima degli italiani al traguardo in entrambe le tappe e seconda donna in assoluto di questa regata infernale.
Qual è stata la prima sensazione tagliato il traguardo?
Quando ho tagliato il traguardo a Bahia ero talmente distrutta che sono riuscita a provare solo sollievo. Ce l’avevo fatta, ero arrivata in fondo e finalmente il calvario era finito. Tutte le emozioni sono venute fuori dopo, abbastanza tardi ed ora affianco i ricordi di un’esperienza troppo dura, a quelli di avventura bellissima. Sono carica per nuove ….idee!!!
Il momento più bello e quello più brutto della regata?
Non sono in grado di individuare dei momenti precisi. Tutta la prima tappa e’ stata bellissima. Ricordo con piacere anche la prima parte della seconda tappa, quando ero davvero in regata e riuscivo a tenere testa al gruppo. Che soddisfazione…. C’è stata poi una nottata - al passaggio delle Canarie - magica per le performance: E’ stata la notte dove parecchie barche hanno rotto (due disalberamenti, ecc). il vento continuava ad aumentare, Penelope volava! Sotto spi grande, poi, medio, poi piccolo, poi…niente…! solo randa! Medie pazzesche, planate infinite, le gambe che tremano. C’erano onde grandissime, una Luna enorme ed io non avevo mai navigato in quel modo, pensavo non avrei mai avuto il coraggio di farlo! Con sola randa, ridottissima, ho planato a 16 nodi! Una notte così…. “a canna morta” dalla sera alla matttina. Bello e spaventoso allo stesso tempo.
Continua a leggere: Intervista a Susanne “Susy” Beyer sulla Mini Transat 2011

Siamo riusciti ad intercettare Simone Gesi che come sapete è arrivato in Brasile dopo aver terminato la sua Transat a bordo di Dagadà – Spirito di Maremma. Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda semiseria sulla sua regata e su quest’esperienza di vita.
Buona la seconda. Soddisfatto di esserti preso la rivincita su questa regata?
Molto soddisfatto di essere arrivato ma puntavo ad un altro risultato decisamente più alto in classifica. Pur di arrivare avrei arato l oceano.
Abbiamo letto che è stata una tappa di bricolage, visto cos’è capitato agli altri pensi che Dagadà abbia retto tutto sommato bene?
Penso sempre che poteva venire giù l’albero (visto le condizioni) quindi ha retto, ma non immagino cosa sarebbe potuto rompersi se non avessi fatto tutti i lavori di preparazione durante l’inverno in cantiere.
Momento più bello e momento più brutto della regata?
Momento più brutto una notte prima di Capo Verde,credo di aver beccato quasi 50 nodi in bolina (anemometro in panne) e me la sono vista brutta poi la prima notte nel Pot a noir, nella tormenta di acqua e vento ci siamo scansati con un cargo per puro caso, mi sa che ci ha messo la mano qualcuno perché ci siamo veramente sfiorati inconsapevoli l’uno dell’altro. Momento più bello quando entri nella baia di Todos Los Santos e realizzi che ce l’hai fatta, il sogno si materializza.
Continua a leggere: Intervista a Simone Gesi sulla Mini Transat 2011

Brutta notizia oggi per i colori azzurri, dopo aver gioito dell’arrivo di Susy Beyer e Simone Gesi, oggi arriva la doccia fredda per il terzo italiano ancora in regata, Maurizio Gallo ha annunciato il suo ritiro dalla Transat 2011 dopo che con Yak è approdato a Maceio.
Da uno striminzito comunicato sul sito della regata veniamo a conoscenza del ritiro quando Maurizio era ormai a poche miglia dall’arrivo, pare fosse stremato e non riuscisse a proseguire, speriamo che anche se non in regata possa riprendere il mare dopo un po’ di riposo e raggiungere comunque Slvador de Bahia per il meritato abbraccio dei compagni d’avventura. Forza Maurizio!
Sergio Frattaruolo in compenso ha passato ieri l’equatore e si sta dirigendo verso il Brasile sospinto dall’aliseo a 14 nodi, anche a lui auguriamo il buon vento!

Il secondo degli italiani, Simone Gesi, è arrivato a destinazione tagliando il traguardo della seconda tappa della Mini Transat 2011 alle 6:56 di domenica mattina, per lui si è consolidata la 26ma posizione in classifica della classe Serie.
Nella somma dei tempi Simone conquista la 26ma posizione anche in classifica generale che tradotta in numeri vuol dire 33 giorni, 21 ore, 15 minuti e 48 secondi per percorrere 4422,39 miglia reali alla media di 5,43 nodi.
Non abbiamo ancora testimonianze dirette della sua avventura ma sul suo sito si legge che dai primi contatti con “casa” Simone si dice contentissimo di aver concluso e descrive gli ultimi giorni molto duri quando le forze cominciano a mancare e il vento non molla mai, nel complesso una regata di “bricolage” per una serie di avarie leggere che hanno interessato tutto il percorso, ne sapremo di più appena riusciremo a contattarlo.
Per ora anche in questo caso ci complimentiamo con lui e con Dagadà per l’impresa portata a termine. La foto è di Pierrick Garenne, voto 10 per la posa composta di Simone!