
Domenica è ripartita anche l’altra regata oceanica che seguiamo con interesse, la Global Ocean Race in cui è impegnato il nostro amico Marco Nannini assieme al co-skipper Sergio Frattaruolo a bordo di Financial Crisis. Ha preso il via la quinta ed ultima tappa che porterà la flotta dei Class 40 da Charleston a Les Sables d’Olonne.
Come da migliore tradizione la prima notte si è rivelata un vero inferno con tutti i partecipanti investiti dalla prima tempesta tropicale della stagione. Venti fino a 55 nodi, mare durissimo e scelte tattiche difficili.
Nannini si trovava in quarta posizione prima dell’inferno ed ha dovuto affrontare una scelta difficile: ripiegare sotto costa nella speranza che ci fosse meno vento ma al contempo rischiare di trovare onde molto più impegnative o dirigersi al largo sfruttando le profondita maggiori del fondale per avere mare più regolare ma avere più vento.
L’incognita era la presenza della Corrente del Golfo che, contraria al vento, avrebbe creato una situazione pericolosa, per fortuna il fronte è passato prima che la raggiungessero ed oggi Financial Crisis si trova al comando.
Mancano ancora 3200 miglia all’arrivo e tutto è ancora in gioco ma sicuramente è un buon inizio per il nostro eroe.
Via | marconannini.com
Ancora uno splendido risultato per Marco Nannini nella sua Global Ocean Race, anche nella quarta tappa da Punta del Este a Charleston, assieme al co-skipper Sergio Frattaruolo, ha portato Financial Cirsis al secondo posto dietro a Cessna Citation di Conrad Coleman.
Gli ultimi giorni di questa bellissima tappa sono stati parecchio intensi con Nannini costretto a mettersi in copertura dei più diretti avversari di Phesheya-Racing perdendo però diverse decine di miglia di vantaggio. Dopo di che una conduzione perfetta nelle complicate condizioni meteo del Mar dei Caraibi con la mossa probabilmente vincente di allargare verso la costa per sfruttare appieno la Corrente del Golfo.
Con questo risultato si consolida il piazzamento sul secondo gradino del podio virtuale dell’intera regata, davvero complimenti a Marco e Sergio per quest’impresa! Aspettiamo con ansia i commenti dei nostri eroi non appena si saranno ripresi da questi 29 giorni di navigazione con una bella bistecca, una birra (magari anche 2 o 3) e una sana dormita!
Via | marconannini.com
Cambio di prospettive nella Global Ocean Race dopo il passaggio del cancello brasiliano da parte della flotta, ora si punta diretti su Charleston che dista 3400 miglia dritto in prua, oltre il Mar dei Caraibi.
La buona notizia è che Financial Crisis, la barca italiana di Marcon Nannini e Sergio Frattaruolo è transitata in seconda posizione dietro al solito imprendibile Cessna Citation di Conrad Coleman ma ben in vantaggio sui diretti avversari di Phesheya Racing e Sec.Hayai.
Marco Nannini racconta che finalmente si naviga bene con corrente favorevole dopo giornate stressanti a litigare con le ariette, i nuvoloni che portavano cambi di vento improvvisi, il caldo e l’ava tipiche delle latitudini equatoriali. Tra un’analisi meteo e una tattica Marco non manca però di scherzare raccontando:
Alla partenza da Punta lamentavo anche una strano gonfiore addominale, temevo problemi di ritenzione idrica ma il dottore mi ha assicurato che si tratta di ritenzione di birra, hamburger e pizza che saranno facilmente curati dalla molto meno allettante dieta di liofilizzati che ci stiamo sorbendo ora.
Per seguire il tutto dalla parole dirette di Marco c’è sempre il suo bel diario di bordo, sul sito ufficiale invece trovate il tracker e gli aggiornamenti della regata.
Via | marconannini.com

Dopo 4 giorni di navigazione la flotta della Global Ocean Race naviga compatta lingo le coste del Sud America verso il primo ostacolo che gli si parerà davanti, il passaggio dell’Equatore con i temuti Dolldrums.
Al comando troviamo ancora una volta Cessna Citation che essendo la barca più nuova del lotto ha un discreto vantaggio, ovviamente è merito anche di Conrad Coleman e del suo co-skipper che hanno dimostrato di avere un discreto manico.
Marco Nannini e Sergio Frattaruolo sono in seconda posizione a bordo di Financial Crisis, più sotto costa dei leader navigano bene a sole 12 miglia dalla testa della corsa. Terzi Budel e Van Vuuren a bordo di Sec.Hayai seguiti a ruota da Phesheya Racing di Leggatt e Hutton-Squire.
Tolto Cessa Citation che come già detto è un Class40 di nuova generazione, gli altri tre sono tutti Akilaria 40 versione 1, usciti dallo stesso stampo a poco tempo uno dall’altro, questo rende la sfida particolarmente interessante riducendo la battaglia praticamente ad un puro esercizio di regata basato sulle capacità degli skipper.
Via | globaloceanrace.com
Come Andrea Rossi e Luca Tosi anche un altro eroe della Mini Transat del 2009 non se n’è stato con le mani in mano in questo periodo, parliamo di Gaetano Mura che finalmente ha svelato i suoi piani a pochi giorni dal grande passo.
Il futuro di Gaetano è su un Class 40 con cui il navigatore sardo ha deciso di affrontare una campagna di tre anni che lo porterà a partecipare a tutte le maggiori regate del Mediterraneo (Giragli, Roma per due, Middle Sea Race, Around Sardinia) e oceaniche (Route du Rhum, Transat Jaques Vabre e Global Ocean Race).
Il varo del nuovo Class 40 targato Bet 1128 Sailing Team avverrà domenica 31 marzo a Rimini presso la sede del cantiere Bert Mauri, il progetto è invece del francese di Sam Manuard.
Via | gaetanomura.com
A due settimane dalla partenza della quarta tappa della Global Ocean Race arriva l’annuncio del nuovo co-skipper di Marco Nannini che saluta Hugo Ramon, sbarco già previsto da tempo, per dare il benvenuto a Sergio Frattaruolo che come voi ricorderete è stato protagonista di una Transat a dir poco eroica nell’autunno scorso.
Sergio resterà a bordo di Financial Crisis per la quarta tappa da Punta del Este a Charleston (Florida) e per la quinta con il rientro in Europa per fine giugno. Per la prima volta Marco navigherà con un connazionale a bordo rendendo ancora più italiana la propria impresa alla Global Ocean Race.
Questi i commenti dei due dopo l’annuncio della collaborazione.
Sergio: “È un onore navigare con Marco, negli ultimi anni ha corso le più importanti regate, accumulando una importante conoscenza. l’affiatamento tra di noi è stato immediato, sono sicuro che sarà una bella esperienza.”
Marco: “Mi fa davvero piacere condividere quest’esperienza con Sergio, dopo tanti anni vissuti all’estero finalmente torno a “casa” navigando con un altro italiano.”
Via | marconannini.com

Piccolo aggiornamento dalla Global Ocean Race che sembra non poter regalare ulteriori emozioni per questa terza tappa ma che merita di essere seguita. Cessa Citation è ormai in dirittura d’arrivo con 200 miglia da copriere per giungere a Punta del Este. Il rischio di passare l’Horn con la tempesta ha pagato come ci si aspettava.
Marco Nannini ed Hugo Ramon a bordo di Financial Crisis stanno risalendo lungo le coste argentine, ariette leggere e medie intorno ai 7 nodi per questi ultimi giorni di navigazione, mancano ancora 540 miglia al meritato riposo, ricordiamo che sono al 31° (trentunesimo!) giorno di navigazione.
Per la cronaca anche il terzo scafo ancora in regata, Phesheya-Racing, ha doppiato il mitico Capo Horn e si appresta a risalirete l’Atlantico meridionale, per loro le miglia da percorrere sono ancora un migliaio.
Via | globaloceanrace.com

Abbiamo lasciato Marco Nannini e Hugo Ramon a battagliare coi primi nella terza tappa della Global Ocean Race ma li ritroviamo staccati di parecchie miglia solo una paio di giorni dopo, cos’è successo?
La meteo, quando mancavano meno di 500 miglia a Capo Horn indicava una burrasca davvero violenta in arrivo alle spalle del duo di testa, roba che se ti prende nel momento sbagliato ti caccia fuori dall’altra parte come dopo una centrifuga in lavatrice, ovvio che andare a farsi beccare dal pieno della perturbazione esattamente su Capo Horn non era proprio la scelta più felice del mondo.
Da qui la saggia decisione di Marco che, dopo attenta analisi ha deciso di tirare un po’ il freno a mano, preservare la barca è l’obbiettivo primario per poter finire la regata e inseguire il sogno di poter mettere dietro forse, una barca molto più veloce prendendosi dei rischi era assolutamente sconsiderato.
Marco ci spiega nell’ultima mail nel dettaglio così hanno deciso:
Continua a leggere: Global Ocean Race – Nannini aspetta la tempesta

Lasciamoci dietro le spalle le piccole polemiche sulla Global Ocean Race dei giorni scorsi, ci sarà tempo per discuterne a terra. D’altra parte chi è in mare ha sempre ragione e in questo caso si tratta del nostro amico Marco Nannini che sta conducendo una prova fantastica assieme al suo co-skipper Hugo Ramon.
Financial Crisis al cancello, dove transitò seconda, aveva 240 miglia di distacco da Cessna Citation, poi un po’ di elastico seguito da un recupero che ha del miracoloso, la notte scorsa Marco e Hugo sono riusciti addirittura a superare gli avversari per un paio di momenti portandosi in testa alla tappa. Al momento sono tornati secondi ma si naviga a vista.
Nessuno si fa illusioni, Cessa Citation è una barca nuova, varata solo qualche mese prima della regata e progettata prettamente per questo, Financial Crisis è invece un Class40 di vecchia generazione con già una GOR sotto la chiglia. Ma come si dice? A caval donato… insomma godiamoci il momento e continuiamo a soffiare sulle vele di Marco.
Qui uno stralci dell’ultimo messaggio da bordo:
“Dopo oltre due settimane di regata, nella tappa piu’ emblematica di questa regata che ci vedra’ doppiare Capo Horn, siamo riusciti a riagguantare la testa della regata. Solo pochi giorni fa avevamo uno svantaggio di 280 miglia rispetto a Cessna Citacition tutt’ora al comando ma siamo riusciti a chiudere il distacco a meno di 2 miglia, una rimonta insperata aiutata da una fascia di venti leggeri che ha rallentato il nostro avversario. Siamo su rotte convergenti e non escludiamo di avvistarli nel corso delle prossime ore.”
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Via | marconannini.com

Piccolo caso alla Global Ocean Race che vede impegnato il nostro Marco Nannini nell’oceano Pacifico durante la terza tappa della regata. Attualmente in seconda posizione con uno spinnaker esploso e qualche problema al pilota automatico Marco continua a navigare bene con la meteo che ha dato un po’ di clemenza negli ultimi due giorni.
Come via avevamo detto nei giorni scorsi però le condizioni meteo della prima parte di questa terza tappa sono state proibitive, tanto da costringere al ritiro due scafi, i primi due per l’esattezza: Buckley System e Campagne de France.
Nelle ultime ore però è successa una cosa insolita: il comitato di regata ha deciso di spostare il cancello di sicurezza per gli iceberg di 180 miglia circa più a sud, esattamente da 47° a 50° di latitudine sud (in blu nella grafica dove era prima) e pare essersi trasformato in un caso difficile da gestire.
Continua a leggere: Global Ocean Race – il comitato sposta il cancello ed è protesta