Partiamo dalle origini: Una vela laminata a filo continuo è una vela costruita incollando due membrane con all’interno un reticolo di fili stesi in modo da essere distribuiti secondo lo sforzo, una sorta di panino in cui i fili continui sono la farcitura.
In genere per i fili della “farcitura” si utlizza il carbonio ma la Olimpic Sail per confezionare le vele del AA38 che Margherita Pelaschier ha utilizzato per il suo giro “Libera la vita libera le vele” ha usato la fibra di basalto
Le caratteristiche principali del basalto sono, ovviamente una buona resistenza alla trazione, non soffre per niente l’esposizione alla luce e alle pieghe. Queste due sono le eterne cause di deterioramento delle vele costruite in kevlar ed in altre fibre aramidiche. Infine le vele in basalto sono più ecologiche (anche se stiamo lentamente imparando che ecologico è un termine relativo) e più economiche rispetto alle laminate in fibra di carbonio.
Crispilo
29 apr 2008 - 10:04 - #1perchè più “ecologiche” (ammesso che volgia dire qualcosa)??
devi avere delle cave dove estrarre il basalto, che sarà un 40-50%, se va bene, del materiale di cava, trattarlo, triturarlo, ripulirlo, per usare dei termini non da ingegneri minerari ma comprensibili a tutti, e quindi fonderlo a 1400° e trafilarlo per ottenere , finalmente le fibre.
E’ solo più economico ripetto al carbonio, tutto qui.
GiovanniG
06 mag 2008 - 13:04 - #2perché un tono così polemico? bah!