Un commento di qualche giorno fa di piccolosocrate mi ha incuriosito sulla possibilità di generare energia fotovoltaica sfruttando la superficie delle vele di un’imbarcazione, cercando qua e la sembra che l’idea sia tutt’altro che remota e che alcune aziende stiano cercando di sviluppare qualcosa di simile.
L’italiana Calamai, azienda tessile di Prato che già si occupa di tessuti hi-tech, sta facendo delle ricerche per arrivare alla vela fotovoltaica; in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’università di Perugia sono riusciti ad applicare alle vele di una barca un film fotovoltaico prodotto con polimeri organici.
Esiste un prototipo di questa soluzione ed è installato su una barca test che naviga nelle acque dell’arcipelago toscano, restano tuttavia da risolvere i problemi legati all’usura e ai forti stress cui viene sottoposta una vela.
Due designer danesi Maria Langberg e Tine Hertz, in collaborazione con il laboratorio Risø della Technical University della Danimarca, stanno invece studiando un vero e proprio inchiostro capace di catturare l’energia del sole e trasformarla in elettricità. Si chiama UNplugged Mobilizing Power e permetterebbe di rendere fotovoltaico qualsiasi tipo di tessuto, vele incluse, senza snaturarne le proprietà meccaniche.
Anche un’università tedesca sta lavorando alla creazione di un tessuto capace di catturare l’energia solare, pare che sia composto da fibre di silicone e carburo uniti da un polimero fotovoltaico ma per ora se ne sa poco.
La sensazione è che ci vorranno ancora degli anni prima di vedere delle vere “vele fotovoltaiche” come ce le immaginiamo noi, prima presumibilmente saranno implementati sistemi tessili più convenzionali quali coperture per auto, capannoni e tendaggi vari, sicuramente più semplici per realizzazione e condizioni di utilizzo meno gravose. Ma sperare non guasta, giusto?
piccolosocrate
01 gen 2008 - 12:37 - #1be’prima di arrivare alle vele c’è da sfruttare molto altro spazio sprecato (pensate a tutti i tetti delle automobili,alle terrazze di tutti i palazzi del mondo… )
Poi magari passeremo alle vele, più per sfizio, visto che le necessità, se solo coprissimo il 50% dei tetti di una grossa città, sarebbero già ampiamente coperte (con conseguente diminuzione del prezzo dell’energia!)
claudio.
01 gen 2008 - 13:24 - #2X piccolo socrate
Forse la quantita’ di energia che giunge sulla terra come fotoni non e’ poi cosi’ enorme per m^2.
Questo vuol dire che un’auto con un pannello sul tetto, quando non sia ombreggiata da un palazzo o albero o palo, puo’ accendere si e no l’autoradio.
Solo lo sbrinatore sono 600W.
un palazzo di 10 famiglie ha superficie per forse 1 phon, meglio di niente per carita’, ma il costo dell’impianto se non previsto all’origine e’ assai salato.
Giusto per capire, se le auto italiane fossero elettrice sarebbe necessario per alimentarle la superficie dell’intera europa…
http://allarovescia.blogspot.com/search/label/ecologia%20per%20polli
La realta’ e’ piu’ brutta dei sogni.
piccolosocrate
01 gen 2008 - 18:28 - #3grazie claudio, ero totalmente ignorante di queste tipo di informazioni.
posso dare il mio contributo (come economista?): bisogna convincere lo stato a dare più sussidi per abbattere i costi d’impianto? (oppure a spendere meglio quelli già assegnati)
e ovviamante il riclatissimo “investiamo di più nella ricerca”
:) buon anno a tutti!
claudio.
01 gen 2008 - 19:25 - #4bisogna convincere lo stato a dare più sussidi per abbattere i costi d’impianto?
Lo fanno gia’, pensa che ci sono molte aziende che stanno investendo nel solare/eolico solo per “ciappare” i dindi delle sovvenzioni, altrimenti non sarebbe convenente: quale azienda oggi fa un investimento con il break even fra 12 anni?
e ovviamante il riclatissimo “investiamo di più nella ricerca”
In italia sarebbe una vera novita’, ma siamo ottimisti e ci speriamo.
:-)
Intanto vediamo di navigare un pochetto con l’eolico slurp!