
Abbiamo lasciato Marco Nannini e Hugo Ramon a battagliare coi primi nella terza tappa della Global Ocean Race ma li ritroviamo staccati di parecchie miglia solo una paio di giorni dopo, cos’è successo?
La meteo, quando mancavano meno di 500 miglia a Capo Horn indicava una burrasca davvero violenta in arrivo alle spalle del duo di testa, roba che se ti prende nel momento sbagliato ti caccia fuori dall’altra parte come dopo una centrifuga in lavatrice, ovvio che andare a farsi beccare dal pieno della perturbazione esattamente su Capo Horn non era proprio la scelta più felice del mondo.
Da qui la saggia decisione di Marco che, dopo attenta analisi ha deciso di tirare un po’ il freno a mano, preservare la barca è l’obbiettivo primario per poter finire la regata e inseguire il sogno di poter mettere dietro forse, una barca molto più veloce prendendosi dei rischi era assolutamente sconsiderato.
Marco ci spiega nell’ultima mail nel dettaglio così hanno deciso:
Cosi’ facendo eviteremo il peggio dei venti e del mare ed avremo spazio di manovra se fossimo costretti a scappare col vento in poppa. Una decisione delicata in cui la tempistica del randez-vous con la burrasca ha reso questa l’unica scelta sensata per noi, scelta condivisa e apprezzata dal direttore della regata Josh Hall.Senza immaginare solo situazioni estreme di perdita totale della barca, o disalberamenti, il rischio di danni a bordo a vele, strumenti e manovre era troppo alto per decidere altrimenti, se subissimo danni importanti non avrei budget per fare le riparazioni al prossimo stopover e proseguire la regata, quindi in questa occasione abbiamo deciso di preservare uomo e macchina per essere certi di riuscire a finire la regata.
I loro compagni di regata su Cessna Citation hanno invece deciso di proseguire cavalcando il primo fronte della tempesta per scappar fuori dall’altra parte, scelta rischiosa ma forse con la barca più veloce e qualche miglia di vantaggio era fattibile.
Sempre Marco spiega bene con una metafora:
Una scelta che ovviamente non condividiamo ma che era ancor meno sensata per noi che eravamo piu’ indietro e senza lo spinnaker grande per guadagnar terreno prima del rinforzo del vento, e’ un po’ come trovarsi ad un passaggio a livello con un treno in arrivo, ingranereste la prima e provereste a sgommare davanti col rischio di essere travolti o aspettereste che passi il treno?
Insomma, oggi la resa dei conti dopo la perturbazione poi finalmente verso il mitico Capo Horn!
Via | marconannini.com