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Naufragio Costa Concordia all'Isola del Giglio

Pubblicato: 16 gen 2012 da Proust

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Questo week end è stato funestato dalla notizia del naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, non abbiamo volutamente scritto prima per via della moltitudine di informazioni parziali ed in buona parte confuse che arrivavano dal luogo del disastro, ad oggi purtroppo il bilancio non è ancora definitivo e anche la dinamica dell’incidente non è del tutto chiara, ma vediamo comunque di mettere un po’ d’ordine.

La Costa Concordia era sulla rotta tra Civitavecchia e Savona che prevede, salvo motivi diversi, di passare a dritta del Giglio a sinistra dell’Elba e a dritta di Capo Corso. Da quel che emerge sembra che fosse consuetudine, quando si passa vicini ad un’isola di piccole dimensioni, fare la barba agli scogli e salutare utilizzando le trombe della nave.

Questa parrebbe essere (condizionale d’obbligo) la causa dell’avvicinamento eccessivo alla costa e il conseguente disastro dovuto ad un errore di valutazione. Un errore umano quindi, imperdonabile da parte del comandante e dell’equipaggio tutto che non può e non deve permettersi tali leggerezze. Fughiamo ogni dubbio su ciò che si è sentito nei giorni scorsi riguardo a scogli non segnalati (al Giglio? Ma per piacere…), black out della strumentazione (su una nave della Costa del 2005? Ma per piacere 2…).

Il gruppo di scogli incriminato dovrebbe essere quello al largo delle isole Le Scole su cui la Costa Concordia ha urtato nella parte poppiera del lato sinistro della carena. Dalle foto si vede come la falla, di più di 30 metri, sia localizzata infatti nella zona di poppa, segno questo che la nave stava già accostando verso dritta. A questo punto a mio parere l’equipaggio ha fatto l’unica cosa giusta, decidere di andare verso terra e rallentare per quanto possibile l’affondamento della nave.

La manovra effettuata con l’ancora all’interno della golfata di Giglio Porto ha rallentato la nave ed ha permesso di portarla in costa sul lato di dritta, quello non danneggiato ed inclinarla dalla parte opposta alla falla. Data l’entità del danno primario infatti la nave era da considerarsi spacciata: le normative impongono che una nave debba rimanere a galla e stabile con due compartimenti stagni allagati, in questo caso essendo il danno di oltre 30 metri le paratie trasversali danneggiate potrebbero essere da 2 a 3 e di conseguenza troppi compartimenti contigui compromessi.

Sull’organizzazione dei soccorsi si sono sentite parecchie critiche, sicuramente il fatto che il Comandante, come sembrerebbe, sia sbarcato dalla nave molto presto senza coordinare l’evacuazione ha peggiorato la situazione ma teniamo presente che gestire 5000 persone prese dal panico è una cosa molto complicata.

La sensazione è che sia il modello “nave da crociera moderna” ad essere un po’ limitato nella capacità di affrontare le emergenze, troppa gente da gestire per un equipaggio spesso impreparato, architettura generale della nave che rende tutto molto difficile e non ultimo, il fatto che la tecnologia e le normative non possono comunque evitare l’errore umano.

A tal proposito Riccardo Damonte, perito navale dello studio Ansaldo di Genova, spiega al Fatto Quotidiano:

“Le navi da crociera rispettano norme della navigazione severe come mai. E la Costa Concordia era all’avanguardia”. Ma transatlantici e traghetti così alti rischiano di essere meno stabili delle altre navi? “Sono sicuri. È vero, il raggio metacentrico di solito va da un metro a un metro e mezzo. Petroliere e navi cisterna arrivano a sette”. Perché? “Per ragioni di comfort”. Una nave che “sente” più le onde presenta meno rischi di ribaltamento. Una corvetta militare, che ha un raggio di 10 metri, risente di rollio e beccheggio, ma difficilmente si capovolge”. Già, il comfort, ma anche il bisogno di costruire navi con saloni degni di una reggia e capaci di trasportare cinquemila persone.

Ora bisognerà mettere in sicurezza la nave e decidere come procedere alla sua rimozione, ci vorranno dei mesi probabilmente ma la strada più probabile è quella che la riporterà a galleggiare dopo essere stata resa stagna nuovamente per poi poterla rimorchiare via dal Giglio.

Foto | ANSA
Grafica via | Stripeout.tumblr.com

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