“Una rogna che ci saremmo volentieri risparmiati!” Così finisce il comunicato di Marco Nannini a bordo di Financial Crisis assieme a Paul Peggs in mezzo all’Atlantico del Sud mentre comunica di aver perso la stazione del vento durante una sventolata nella notte del 27mo giorno della Global Ocean Race.
Improvviso rinforzo del vento fino a 30 nodi nella notte, un po’ di concitazione in pozzetto per prendere una mano di terzaroli in mezzo ai marosi con la barca che balla da una parte e dall’altra e subito dopo la totale mancanza di dati su direzione ed intensità del vento.
Marco senza sospettare la drasticità dal danno comincia a mettere mano ai cablaggi ed ai contatti, nulla da fare, al mattino la brutta scoperta, durante una frustata dell’albero tutta la stazione del vento è stata sradicata ed ora giace a qualche centinaio di metri di profondità sul fondo dell’oceano.
Questo ovviamente, oltre a costringere i due a tornare alle vecchie maniere di conduzione con la sensibilità di un derivista, taglia fuori anche l’opzione del pilota automatico con angolo al vento costante, nulla di terrificante ma con 2500 miglia ancora da fare per Cape Town è un bel fastidio.
Financial Crisis è sempre in quarta posizione (tracker) ma punta più a sud dei diretti concorrenti di Cessna Citation, bella lotta in testa tra BSL e Champagne de France (anche loro senza stazione del vento da qualche giorno) separate da solo 30 miglia.
Via | marconannini.com