La tassa sul lusso non ha spaventato gli yacht in Sardegna

pubblicato: giovedì 25 ottobre 2007 da eugenio in: Storie Lusso

la tassa di soru non spaventaSe ne è discusso fino allo sfinimento (provate a vedere il putiferio su Deluxeblog, ad esempio), eppure pare che la tassa sul lusso (qui il testo della legge) di Renato Soru non abbia portato alla paventata fuga degli yacht dalla Sardegna.

Se ne torna a parlare sul prossimo numero in edicola di Yacht & Sail visto che l’Agenzia regionale delle entrate sarda, a luglio 2007, ha registrato non un calo ma “un aumento anche consistente di arrivi e presenze nei porti della Sardegna di unità da diporto superiori a 14 metri”. Insomma i numeri danno ragione Soru quando diceva che la tassa non avrebbe cambiato lo scenario dei porti sardi.

Questi i fatti. Ma il motivo qual è? Lo chiediamo a voi:

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mystral

    Mystral

    25 ott 2007 - 15:28 - #1
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    La Sardegna è il nostro paradiso…a un ora di aereo da Milano. La tassa è un sopruso, quella nautica è l’antipasto, quella sulle case è il piatto forte, specialmente per chi lavora una vita per comprarsi un monolocale e poi lo deve pagare una seconda volta a botte di 900 euro l’anno.
    Secondo me chi ha un 14 metri non se ne accorge, ma gli girano i 5 minuti ugualmente e magari per l’anno seguente inzia a pensare a quanto sono belle le baleari…

  • amsicora

    25 ott 2007 - 17:14 - #2
    1 punto
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    la Sardegna,che è un paradiso, deve essere mantenuta tale e chi ci va e non ci vive deve contribuire a tutelare quei posti.se sei residente in Sardegna e contribuisci allo sviluppo e alla tutela di quella terra le tasse non le paghi.le proteste sono solo degli speculatori edilizi e non è vero che quella tassa ha allontanato il turismo!
    SI AL TURISMO SOSTENIBILE! NO AL TURISMO DI MASSA!

  • E. L.

    25 ott 2007 - 18:09 - #3
    0 punti
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    Quest’Estate, come ormai succede da 23 anni, sono stato in Sardegna, dove ho la fortuna di possedere una casa a Cala di Volpe, in Costa Smeralda.
    Sono abbastanza giovane ma in queste vacanze avevo deciso di godermi il meritato riposo perchè mi sono laureato da poco e non avevo molto voglia di fare vita mondana, sebbene sia stato invitato a quasi tutti i party più esclusivi del nord della Sardegna.
    Il mio programma per trascorrere le vacanze era dunque casa - barca - ristorante.
    Il classico trio per una persona che vuole riposare e che ha l’opportunità di sfruttare queste “amenities”.
    Parlando con alcuni amici, che come me hanno la fortuna di possedere una barca di discrete dimensioni e delle ville accanto alla mia, è emerso come il turismo sia cambiato nel corso degli ultimi anni.
    Una volta, dato anche i prezzi abbastanza esclusivi, la Costa Smeralda era un luogo per il Jet Set internazionale ma anche per delle famiglie ricco-borghesi che trovavano in quell’angolo di paradiso tutte le comodità necessarie (perchè dobbiamo ricordare che quando L’Aga Khan ha costruito Porto Cervo ha pensato davvero ad ogni evenienza) per trascorrervi un periodo di meritata quiete.
    Le persone che provenivano dal continente erano tutte molto educate, disponibili con la popolazione sarda e sempre attenti a non contaminare il loro territtorio che poi tanto amavano.
    Ovviamente, essendo un posto che colpisce davvero il cuore del visitatore, con il tempo si sono aperte le strade per nuovi business che, comunque, rimanevano per una certa nicchia di mercato dato gli elevati prezzi che bisognava pagare per avervi accesso.
    Nelle ultime due estati però, da quando è stata introdotta la tanto discussa tassa sul lusso di Soru, molte delle persone che risiedevano ogni estate in quel magnifico posto hanno deciso di non volerci più tornare: è parere mio che una tassa sia giusta solo nel momento in cui chi la pone offre servizi.
    La mia famiglia fa parte del Consorzio Costa Smeralda da quando questo è nato: si paga una sorta di tassa privata per avere dei servizi altrimenti difficilmente reperibili.
    E funziona: i servizi sono sempre ai massimi livelli e non c’è alcuna situazione di cui debba scrivere nota.
    Pagare però una tassa alla regione perchè usufruisco di una mia comodità, pagata con anni di sacrifici e di lavoro, per non avere alcun servizio mi sembra altamente ingiusto.
    Fatto dimostrato anche dalla variazione del livello di turismo che negli ultimi anni affollano le coste sarde: non ho niente in contrario agli operai, agli impiegati, ai bancari e a tutte le persone che lavorano duro per arrivare a fine mese. Sono loro che mandano avanti le nostre aziende e alle quali dobbiamo essere grati.
    Ma potrei avere da ridire sul loro livello di educazione, sul fatto che da quando è stata introdotta questa ultima tassa è si vero che ci sono più turisti, ma anche che il livello qualitativo è sceso, che l’ambiente è più rozzo e rovinato.
    Si è registrato un aumento delle barche sopra i quattordici metri semplicemente perchè la Sardegna rimane una delle perle del Mediterraneo e per chi non l’ha mai vista e ne ha la possibilità sarebbe sciocco non visitarla: questo non vuol però dire che la tassa sia stata giustificata.
    E’ incostituzionale e soprattutto riservata ad una nicchia di mercato che già paga, giustamente, con cifre più elevate il frutto del proprio lavoro.

    In Costa si vocifera che Soru, prima di diventare governatore, avesse delle iniziative riguardo i terreni della Costa Smeralda ma non essendo riuscito a realizzarle ha voluto penalizzare chi ha costruito e chi ha lì case di villeggiatura. Non scordiamoci infatti che il Governatore prima di essere tale, era presidente di Tiscali ed uno degli uomini più ricchi d’Italia.

    Semplice punti di vista ma che sicuramente spiegano bene quella che le persone che hanno la fortuna di andare in quell’angolo di paradiso, vivono come una presa in giro.

    Non abbandonerei mai la Sardegna: il mare è incantevole e la gente locale davvero disponibile.
    Solo che, con questa tassa, gli unici malcontenti non siamo solo noi ma pure gran parte dei commercianti che avevano creato locali per una certa tipologia di clienti e che ora si trovano a dover fare i conti con una estremamente opposta.

  • Profilo di Proust

    Proust

    25 ott 2007 - 18:38 - #4
    1 punto
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    @amsicora: mi trovi d’accordo con te e sarei curioso di sapere cosa ne pensi del futuro del La Maddalena.

    Ho scritto un post a riguardo e mi piacerebbe conoscere altre opinioni.

  • Profilo di marinariello

    marinariello

    26 ott 2007 - 12:01 - #5
    1 punto
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    Personalmente, per quanto incantevole come terra, l’ho sempre ritenuta per vacanze da arricchiti che vogliono sfoggiare importanti yacht in banchina… non per navigare.
    La tassa è ingiusta… ma come volevasi dimostrare pur di mostrare “quanto uno ce l’ha lungo” si soprassiede ai 1.000 euro… d’altro canto…
    Sono contento di vivere la Sardegna per lavoro, soprattutto fuori stagione, ma le vacanze a vela sono altra cosa per me…

  • Deluxeblog

    28 ott 2007 - 10:10 - #6
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • Profilo di jolp

    jolp

    29 ott 2007 - 14:04 - #7
    0 punti
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    Carissimo E. L., credi veramente che l’ educazione la faccia la classe sociale alla quale si appartiene per nascita o si arriva per spirito imprenditoriale?!
    Se la tassa sul lusso ha provocato l’ allontanamento dalla Sardegna di persone elegantissime ed educatissime come quelle menzionate in questo articolo: http://tinyurl.com/2dn4dz , io personalmente non posso che essere contento. Di un’ altro avviso saranno tutti coloro che in Sardegna hanno attività imprenditoriali nel campo turistico, e ne posso capire le motivazioni, ma credo francamente che la loro clientela non è certo diminuita a causa della tassa (vorrei sapere quale ricchezza porta alla comunità locale uno yacht ormeggiato in rada a Cala di Volpe, con un generatore o due accesi 24H su 24, dove gli ospiti consumano pasti e bevande acquistati tax-free ad inizio stagione ad Antibes, pieni di gasolio fatti a Gibilterra in primavera rientrando dai Caraibi,ecc ecc. Quello che lasciano hai sardi è al massimo il noleggio di una macchina con autista per arrivare al bilionaire e le consumazioni nel locale)
    Non posso parlare del turismo a terra, ma lavorando nella nautica da quando ho 16 anni mi sento di dirti che la tassa sugli yacht è più che giustificata (basti pensare all’ inquinamento prodotto dagli yacht che alla lunga distruggeranno la tua amata sardegna, per il quale è giusto che per lo meno paghino qualcosa).
    Non so che tipo di servizi ti immagini dovrebbero essere sviluppati con i ricavati della tassa, ma non ci vedrei nulla di strano, anzi tutt’altro, se fossero servizi dei quali i frequentatori della Costa Smeralda neanche si accorgono, come la ristrutturazione di una scuola di Cagliari, giusto per farti un esempio. Se poi invece questi soldi se li mangia qualcuno allora il problema non è la tassa ma un’ altro.
    Ho lavorato su barche dove la tassa per l’ intera stagione equivale al badget settimanale per l’ acquisto dei fiori o alla tariffa oraria per il noleggio di una avvenente e disponibile pseudo-velina, ma queste spese sono tutte più che giustificate agli occhi di chi invece reputa inammissibile dover contribuire al bene della comunità.
    L’ idea di cacciare soldi per qualcosa di cui non si godono i frutti personalmente e nell’ immediato è cosa troppo difficile da accettare per le nostre piccole testoline, questa, a mio modestissimo avviso, è la verità.
    Sono sicuro che vedrai nelle mie parole una volontà di vendetta nei confronti dei “ricchi” ma non è così.
    Per me il nord della Sardegna è solo un luogo di lavoro, quando sono in vacanza mi guardo bene dall’ avvicinarmici, esistono posti altrettanto belli, frequentati da persone molto più educate, posti che per fortuna non rientrano nell’ elenco dei posti dove chi e “figo” è obbligato ad andare…

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