
Sul nostro sito-mamma di Y&S è apparso un editoriale di Paul Cayard che parla della prossima America’s Cup che come sappiamo è caratterizzata da una bella sfilza di novità, dai catamarani al circuito di pre-regate da disputarsi nell’anno precedente alla sfida.
Ecco alcuni punti chiave:
L’idea di una gestione indipendente dell’evento contribuirà ad aumentarne equità e integrità. Un circuito internazionale di pre-regate, che continua per un intero anno, aumenterà il valore commerciale di tutti i team e gli sponsor coinvolti.
Poi si passa al cambiamento della barca impegnata
Siamo di fronte a un nuovo ordine mondiale. Primo, multiscafo al posto di monoscafi. Chi pertanto potrà essere considerato un esperto? Ecco che improvvisamente il know-how maturato in cinque America’s Cup con barche di classe AC perde molto del suo valore. Chi invece ha vinto due medaglie olimpiche in Tornado, come Santiago Lange o John Lovell, diventa all’improvviso un esperto.
Per concludere con il circuito di regate:
L’altra novità descritta nel Protocollo è il “circuito”. Questo sarà una componente importante della campagna di America’s Cup, nonché un valore aggiunto in termini commerciali per i team che vi partecipano. Piantare le tende per poi smontarle, metterle in valigia e spostarsi nel posto successivo sei-otto volte in un anno non sarà un’impresa da poco. Inoltre, nel 2012, gli eventi del “circuito” saranno l’unica possibilità che i team avranno per sviluppare la propria imbarcazione, anche se a queste regate sarà ammesso un solo scafo per team. Perciò i progettisti e i gruppi di analisi delle prestazioni saranno presenti in forze a ognuno di questi eventi.
Cayard ha sempre una visione lucida di quello che accade, nel frangente i suoi toni sono più ottimistici di quelli di tanti altri addetti ai lavori, sappiamo però che Artemis è uno dei team che ha garantito da subito la sua partecipazione, da qui ovviamente l’entusiasmo per la nuova sfida.
Via | Y&S