Come annunciato poco più di un anno fa ecco che il Team di Alain Thébault ha dato vita nei giorni scorsi al prototipo di 35 piedi che è il primo passo verso lo sviluppo del mostro finale. L’Hydroptere.ch è nato dalla collaborazione del cantiere svizzero Decision SA e Jean-Mathieu Bourgeon, project manager del nuovo prototipo.
Come preannunciato l’Hydroptere.ch è una visione “cata” della macchina a vela volante, quattro punti d’appoggio (i due foils a V e due timoni a T) ed ha una struttura degli scafi che permetterà buone velocità anche in assetto dislocante. Dalle prossime settimane il via ai test per confrontare quelli che per ora sono solo calcoli e simulazioni al computer con il comportamento reale de nuovo giochino.
L’obbiettivo ultimo è quello di realizzare un catamarano volante di 40 metri capace di sbriciolare tutti i record oceanici che per ora sono all’appannaggio degli scafi chiamiamoli archimedei, un vero e proprio laboratorio all’avanguardia nella filosofia della vela.
Cercando qua e là in rete le impressioni sono però un po’ discordanti, chi non vede l’ora di vederlo all’opera e vedere di quanto in là sposterà ancora una volta i “limiti” della vela, e chi invece ritiene che sia meno affascinante del precedente, voi cosa ne pensate da queste prime immagini?
Foto | Gilles Martin Raget
Via | hydroptere.com
mezzomarinaio
27 ago 2010 - 11:31 - #1Ciao!
Penso che per un prototipo l’estetica sia irrilevante… certo che grezzo è grezzo :-))
proust
27 ago 2010 - 16:34 - #2sul forum degli amici della vela ho letto questa frase che mi pare calzante:
“Sembra più un catamarano con qualcosa in più piuttosto che, come era il vecchio, un aereo con qualcosa in meno”
mezzomarinaio
28 ago 2010 - 09:21 - #3Hanno scopi diversi e questo spiega la loro differente configurazione ;-)).
Se con l’hydroptère si voleva prima di tutto dimostrare la realizzabilità dell’idea e, in un secondo tempo, le prestazioni raggiungibili, con l’hydroptère.ch è la polivalenza che intendono sondare. Lo scopo dell’hydroptère era poter volare e volare veloce. Di fatti si sono scelti i luoghi adatti per questo… sud della Francia con Mistral e una configurazione molto performante per il volo, ad una data andatura. Configurazione che risulta però penalizzante quando il volo non è possibile.
Ora con l’hydroptère.ch, oltre alle prestazioni, entra in gioco la polivalenza. L’hydroptère.ch non è fine a se stesso ma la base di sviluppo concreta per un progetto più ambizioso, l’hydroptère maxi…
Polivalenza per poter affrontare con efficacia diversi regimi di vento e diverse andature. Un prototipo in scala chiede anche condizioni in scala, e il lago Lemano è il campo adatto a questo scopo.
Scafi plananti, non semplici appoggi, per raggiungere il prima possibile la velocità di decollo o trarre il meglio in caso di poco vento… e chi conosce il Lemano sa quanto questo fattore è indispensabile… Ma il Lemano conosce anche la Bise dove, guardacaso le onde sono pure in scala ridotta… come l’Hydroptère.ch nei confronti con quello che sarà l’hydroptère maxi.
Dunque la struttura tipica del catamarano prevale sull’aereo che abbiamo visto solo nelle condizioni ideali di volo ;-))
Affaire à suvre…
Ciao!