Lunedì non si è regatato per mancanza di vento, oggi non si è regatato per troppa onda residua di ieri, ma siamo sicuri che a Valencia ci saranno mai le condizioni ideali per regatare con le regole messe in campo?
Vediamo di approfondire. I limiti di vento che teoricamente non ci sono (sta al comitato decidere di volta in volta) li prendiamo indicativamente come 5 nodi quello inferiore e 15 nodi quello superiore, oggi abbaiamo scoperto essere categorico invece il limite dell’onda: massimo un metro. Osservando poi il golfo di Valencia notiamo che il campo della prima regata “a bastone” può essere posizionato non più vicino di 10 miglia dalla costa.
Grazie a questo piccolo software scoperto da Roberto nel suo blog.Veleggiando.it, inserendo pochi dati basilari si può scoprire l’altezza delle onde in una determinata situazione. Proviamo a vedere le varie configurazioni.
Con venti da Est avremmo la partenza a circa una decina di miglia dalla costa e la boa di bolina a 30 miglia da Valencia. Però con venti da Est, anche modesti, il fetch a disposizione del mare per caricare l’onda sarebbero più o meno 110 miglia da Palma di Maiorca, cosa che rende l’onda superiore al metro già con 12 nodi di vento. (Se trascuriamo il ridosso dato da Palma allora le miglia sono quasi 400 e l’onda ariva al metro con soli 10 nodi).
Con venti da Ovest invece il fetch si riduce molto essendo solo la distanza dalla costa valenciana, partenza a 30 miglia. Facciamo i conti e vediamo che anche in questo caso però la distanza è appena sufficiente, in quanto già con 16 nodi di vento l’onda supera il metro.
Un’altra possibile configurazione vede il campo di regata orientato sulla direttrice Nord-Sud (venti in realtà molto rari in questa stagione a Valencia). In questi casi possiamo considerare che il campo di regata stia più vicino alla costa, prendendo le misure un po’ a spanne, diciamo 15 miglia dove il fondale è solo di 50 metri.
Si vede che in realtà anche in questi casi, la parte del campo più “lontana dal vento” sarebbe comunque a 30 miglia dalla costa più vicina, condizione in cui il famoso metro d’onda si raggiunge ancora con 16 nodi d’aria. Tutto ciò, sempre nella spannometria degli strumenti a disposizione, testimonia che i limiti sono appena appena conciliabili con le condizioni reali in cui ci si potrà trovare, a patto che non ci fosse già dell’onda residua dai giorni precedenti.
A tutto questo ovviamente va aggiunto che il vento deve essere disteso, costante in direzione ed intensità, non devono esserci in giro temporali e il tutto naturalmente deve accadere in un giorno pari del mese (si regata un giorno si e uno no, se si verifica tutto questo ad esempio domani siamo fregati comunque).
che dite, ce la faremo?
crispilo
10 feb 2010 - 16:37 - #1ottima dissertazione; beh, diciamo che entro quei limiti e condizioni al contorno (stabilità , no shift, no perturbazioni) in Mediterraneo in febbraio è ALTAMENTE improbabile trovare dei campi di regata di 450 miglia quadrate decenti, Valencia o meno; piuttosto la domanda va rivolta al perchè fare dei mostri da 200 milioni di euro con dei limiti di utilizzo così palesemente ridicoli; a questo punto se fossi in comitato di regata mi verrebbe voglia di mandarli “a morire” con ben 15 nodi e 1.5 metri di onda e vedere chi dura (cioè le condizioni con le quali inizi a divertirti con un hobie 16 per inciso)
Gaetano89
10 feb 2010 - 17:20 - #2Dalle considerazioni dell’articolo (molto bello) di Proust ed essendo un inesperto della vela, suppongo che si ragaterà non prima del 2020… ma a questo punto dobbiamo tenere conto anche dell’innalzamento dei mari? E quindi spostiamo il campo di regata un pò verso la costa? :-)
x-vox
10 feb 2010 - 17:22 - #3D’altra parte l’avevo detto, i multiscafi vanno bene in oceano dove vento c’è, o dovrebbe esserci
fare multiscafi che siano veloci con arie leggere invece significa farli leggeri e fragili, (specie se sono di queste dimensioni) quindi con notevoli limitazioni d’utilizzo
proust
10 feb 2010 - 17:31 - #4vediamo le due condizioni estreme:
il comitato come suggerito da crispilo prende coraggio e butta nella mischia le barche in condizione rischiosa, Alinghi rompe per primo.
il comitato è ligio alle regole e non fa regatare, si arriva al 24 Febbraio (ultimo giorno utile) senza regate e il 25 la Corte Suprema di NY squalifica Alinghi per le vele irregolari.
Oracle vince in ogni caso… ora vado alla snai. :-D
crispilo
10 feb 2010 - 17:41 - #5i multiscafi vanno benone anche in regate costiere e con arie leggere, l’oceano c’entra poco, i grand prix fatti con gli imoca 60 erano davvero spettacolari, idem per gli extreme 40 o i vecchi formula 40; qui il problema è aver progettato i due mostri con un range di condizionui di navigabilità assolutamente ristretto e ridicolo; se si fosse detto da subito “si regata da 6 a 25 nodi, sino a 2.5 metri di onda, arrangiatevi” correremo il rischio di vedere delle regate;
comunque non mi ricordavo del termine ultimo del 24 Febbraio,la finiranno ancora in tribunale, poco ma sicuro.
x-vox
10 feb 2010 - 17:42 - #6Eheheh…
x-vox
10 feb 2010 - 17:48 - #7@crispilo: certo che si possono fare multiscafi per 2.5 metri d’onda, ma dovevano deciderlo PRIMA, invece non l’hanno fatto, perchè volevano realizzare il max di velocità possibile anche in caso di aria leggera in modo da aumentare lo spettacolo
quindi hanno realizzato scafi leggeri e fragili, ma che ovviamente hanno range di utilizzo minimi
crispilo
10 feb 2010 - 17:52 - #8il che dimostra per l’ennesima volta la caparbietà della Ac nell’infilarsi in “vicoli ciechi hi-tech” nello sviluppo delle barche, cosa già accaduta con gli IACC ultima versione
x-vox
10 feb 2010 - 17:58 - #9si,in questo sono specializzati..