Speed Dream – il sogno di un monoscafo da 50 nodi

pubblicato: giovedì 07 gennaio 2010 da Proust in: Tecnica


Si può ridurre il gap che esiste oggi tra monoscafi e multiscafi? Può un monoscafo tritare fino a 1000 miglia al giorno? Può un monoscafo arrivare a 50 nodi? Queste sono alcune domande che frullano nella testa di quell’eclettico personaggio chiamato Richard Branson già papà di Speed Boat, il 100 piedi con cui ha tentato di battere il recordo di traversata atlantica l’anno scorso, finito maluccio ma ci riproverà, ci scommetto.

A rispondere “no” siamo capaci tutti, il progettista Vlad Murnikov invece risponde di “si” e lo fa con quell’aggeggio che vedete qui sopra (dopo il salto altro rendering), si tratta di quello che lui chiama Speed Dream, un monoscafo di 100 piedi leggerissimo, stretto e molto stabile grazie a sistemi di assetto dinamico.

Secondo il progettista la barca sarà in grado di navigare per lunghi periodi a velocità comprese tra i 40 e i 45 nodi raggiungendo punte di 55. Il concetto base è fare una barca che non salti sulle onde ma che le fenda in velocità senza perdere l’assetto o sbattere. Il disegno della coperta e della prua sono infatti pensati per essere sommerse frequentemente e quindi devono avere capacità di penetrazione, smaltire in fretta l’acqua e proteggere l’equipaggio.

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In più, a differenza dei VOR70 che sono attualmente i monoscafi oceanici più veloci, Speed Dream sarà ottimizzato solo per range di vento medio tesi e per determinate andature, in questo modo si potrà concentrare il picco di prestazioni proprio nelle condizioni ideali per battere i record.


Scheda tecnica:
Overall length -100ft.
Waterline length -100ft.
Maximum beam -20ft.
Waterline beam -10ft.
Displacement 18 ton
Ballast 9 ton
Sail Area (main + genoa) – 480 sq.m
Sail Area downwind – 1100 sq.m

Brividi? Anch’io.

Via | sail-world

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di x-vox

    x-vox

    07 gen 2010 - 13:48 - #1
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    Mooolto interessante, e sicuramente più bello un monoscafo di quei multiscafi larghi come una piazza..

  • Profilo di proust

    proust

    07 gen 2010 - 13:57 - #2
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  • Profilo di x-vox

    x-vox

    07 gen 2010 - 14:13 - #3
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    Beh, per forza di cose (idrodinamica) la forma dello scafo infatti deve essere quella
    la stabilità invece è data dalla chiglia basculante e dal foil laterale che si alterna anch’essso da un lato all’altro, ed è in effetti la parte più complessa del progetto, ma ci si potrebbe lavorare per renderlo utilizzabile in un range più ampio di situazioni, quasi quasi ci penso..

  • Profilo di proust

    proust

    07 gen 2010 - 14:23 - #4
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    e lo so, ma quello di idec II è pensato per stare mediamente due metri sopra l’acqua, non un metro sotto! :-D

    sulle ali laterali che si spostano di qua e di là ne vedremo delle belle, ne avevamo già parlato tempo fa vedremo come andrà a finire.

  • Profilo di x-vox

    x-vox

    07 gen 2010 - 15:21 - #5
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    Infatti sui foil per monoscafi ci sono già state varie proposte ma ancora nessuna ha risolto tutti i problemi che comporterebbe una simile soluzione
    io qlc idea al riguardo l’avrei, e anche la tecnologia per lavorarci, al momento mi manca il tempo, ma vediamo..

  • Profilo di mezzomarinaio

    mezzomarinaio

    07 gen 2010 - 16:26 - #6
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    Molti ricordano la Coppa America del 1988, ma non tutti sanno che in ballo c’era un terzo consorzio con Radical.

    http://www.policesailing.org.uk/reports/nimss/americas.htm

  • Profilo di x-vox

    x-vox

    08 gen 2010 - 11:15 - #7
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    Dunque, considerazioni “del giorno dopo”: il progetto è senz’altro interessante e più avanzato di quello presente nel link postato da proust al n°4, ma come ho detto, ancora non risolve tutti i problemi di un’ eventuale barca “all-round” o ancora di più, da crociera

    per queste potrei stimare un programma di 2 o più anni di ricerca e lavoro, essenzialmente concentrato sui foil e relative problematiche di funzionamento, non poco quindi..

    lasciamo che Branson, con i suoi mezzi finanziari quasi illimitati faccia da apripista, se otterrà buoni risultati, magari lanciando la moda del monoscafo con foil, si potrà intervenire in seguito con ulteriori sviluppi

  • marcomm

    08 gen 2010 - 12:06 - #8
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    Considerazione da uno che non e’ mai andato a vela:
    -Prendiamo una barca con bulbo di 3000 kg.
    Diminuiamo il peso del bulbo a 2000Kg e facciamola piu’ stretta(per guadagnare sul peso).
    -Mettiamo dei foil fissi da entrambe le parti(come gli aeroplani)
    Partendo dal presupposto che quando la barca e’ ferma i foil non servono a niente.
    Immaginiamo che la barca naviga ad 8 kn e trova un’onda o quello che vi pare che la intraversa e la barca rallenta. Non e’ possibile creare un sistema che in automatico aumenta l’incidenza dei foil con l’acqua e da’ una accellerazione al motore in modo da riequilibrare le cose?
    Il cruise control, lo start e stop sono due dispositivi che nelle macchine non costano niente. L’inclinometro e il motore una barca da crociera di una certa dimensione ce l’hanno di sicuro e sicuramente il tutto costerebbbe meno della canting keel o water ballast.
    Che ne pensate?

  • marcomm

    08 gen 2010 - 12:21 - #9
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    2 considerazione da uno che non e’ mai andato a vela:

    L’avete presente il dss?
    http://dynamicstabilitysystems.com/
    E’ una deriva laterale che si muove a destra e a sinistra nella parte piu’ bassa della barca.
    Se questa deriva viene fatta in piombo(od un’altra lega “pesante) e si sposta a destra e ad sinistra per sbilanciare la barca non e che funzionerebbe? la canting kell sicuramente funziona meglio (e’ piu’ sano come sistema) ma in una barca da crociera/racer (per evitare un pescaggio troppo profondo)non potrebbe essere interessante?
    Poi ho anche dei vantaggi.
    ho una chiglia fissa che a differenza della chiglia basculante e’ piu’ sicura e poi non devo mettere i daggerboard

  • Profilo di proust

    proust

    08 gen 2010 - 12:39 - #10
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    Marcomm, se non ho capito male la tua prima idea è di mettere due foils fissi che stiano costantemente immersi.

    il concetto di “cruise control” sulle barche a vela non ha molto senso, parli del motore ma di solito le barche a vela sono progettate per andare a vela, se qualcosa ti rallenta solo il vento ti può riaccelerare, pensare di farlo in modo computerizzato non credo sia fattibile. I prototipo che oggi usano i foils, prevalentemente multiscafi, hanno sicuramente un sistema di controllo che ne varia l’incidenza ma considera che sono sempre dispositivi passivi: creano portanza in funzione della velocità, non viceversa.
    Calcola anche che legato alle barche ci sono anche i problemi di ingombro, puoi fare un prototipo oceanico che abbia i foils fissi, ma non sarà mai implementabile nelle barche per tutti per ovvie ragioni di ormeggio.

    la seconda questione: dei DSS abbiamo già parlato (guarda il mio link al #4) il concetto è creare raddrizzamento immergendo un’ala leggera che faccia portanza verso l’alto, farla pesante non ha senso. Se la fai pesante dovresti buttarla fuori sopravento ma allora sarebbe fuori dall’acqua e non servirebbe più “l’ala”, molto più facile fare un water ballast.

    anche qui le complicazioni tecniche di un’ala che si sposta da una parte all’altra della barca non sono sciocchezze: ingombri interni ed esterni, sistema di movimentazione, sforzi, etc.

    come giustamente dice x-vox, ci vorrà ancora del tempo per vedere cose del genere, in confronto l’hydroptere è una sciocchezza tecnologica. :-D

  • Profilo di mezzomarinaio

    mezzomarinaio

    08 gen 2010 - 13:24 - #11
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  • marcomm

    08 gen 2010 - 16:51 - #12
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    Per quanto riguarda il primo quesito mi e’ venuta in mente questa idea soltanto per questioni di sicurezza(di emergenza).Se una barca e’ ferma i foil non servono a niente anche se uso sistemi passivi.Per quanto riguarda l’ormeggio ovviamente i foil possono essere ripiegati(non lo vedo un grosso problema).
    Per il secondo punto e’ ovvio che la chiglia deve essere spostata sopravento ho detto ala per dire idrodinamica perche’ ci saranno dei momenti che sara immersa(forse il piu’ grosso problema con quello dei costi)
    se prendi un class 40 ha il bulbo che pesa 1500kg e 750 kg sono i ballast.
    Secondo me (e parlo da profano)con una chiglia fissa di 900 kg e 900kg di deriva laterale avrei piu’ o meno la stessa potenza ed una barca piu’ stretta e complessivamente piu’ leggera. Sarebbe una via di mezzo tra CK e WB pero’ a defferenza della canting keel devo spostare solo il 50% del peso.

  • Profilo di mezzomarinaio

    mezzomarinaio

    08 gen 2010 - 17:05 - #13
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    dimentichi la stabilità di forma… quelle barche sono talmente larghe e piatte che quando sono inclinate hanno il fulcro di rotazione talmente esterno che quasi tutta la loro massa genera un momento radrizzante :-))

  • sinapsi

    16 gen 2010 - 11:04 - #14
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    si rompe… alla prima botta buona

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