Cominciamo a mettere insieme un po’ dei racconti a caldo dei nostri eroi che hanno appena concluso la Mini Transat, ormai tutti rientrati dopo i festeggiamenti sull’onda dell’adrenalina ed eccitazione e i meritati riposi ecco che cominciano a mettersi alla tastiera per provare a tradurre in parole emozioni e sensazioni uniche.
Cominciamo con Andrea Rossi, l’ultimo arrivato dei “nostri” che nel suo primo racconto focalizza l’attenzione sul finale della regata, molto bello vedere come chi arriva 39° è festeggiato tanto quanto e forse di più dei primi. L’impressione è che da se arrivi a Bahia è solo l’inizio della festa. Attendiamo aggiornamenti.
Luca Tosi è un groviglio di sentimenti e sensazioni che nessuno, lui per primo, è capace di spiegare, racconto scritto in stream of consciousness di stile joyciano da leggere e godere tutto d’un fiato, mitico.
Anche quel gladiatore di Giancarlo Pedote si è messo alla tastiera per raccontarci le sue emozioni, un bel racconto umano che ci fa vedere molto di quello che c’è dietro al miglior risultato alla Transat mai raggiunto da un Italiano, anche qui seguirà resoconto tecnico a freddo.
Finiamo per oggi con Daniela Klein che si complimenta con se stessa per essere arrivata tutta intera. Più lucida degli altri racconta di momenti belli e momenti brutti, delle allucinazioni e del Pot au Noir. Unica che dopo l’arrivo si è preoccupata di sistemare la barca, neppure lo svizzero è così ordinato, magari è proprio questo il suo segreto! Ricordiamolo: prima donna italiana a finire la Transat, micafuffa.
nella foto Luca Tosi, Giancarlo Pedote ed Andrea Rossi abbracciato da Gaetano Mura.