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Mini Transat 2009 – Intervista a Simone Gesi

Pubblicato: 18 ott 2009 da Proust

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Mentre i suoi compagni sono ancora impegnati nella Mini Transat, Simone Gesi è dovuto rientrare in Italia dopo il prematuro ritiro a causa dell’ennesima avaria al pilota automatico. Come sempre gentilissimo ci ha concesso questa bella intervista, più che i fatti illustrati personalmente sono rimasto colpito dalla forza d’animo di Simone, vi lascio alle sue parole:

Ciao Simone, innanzitutto grazie della disponibilità. Speravamo di non doverti intervistare così presto a dire il vero, però siamo contenti che non sei abbattuto come sarebbe chiunque altro nella tua situazione, dicci il tuo segreto.
Grazie a te, anch’io speravo la stessa cosa. Mi ritengo una persona e un velista fortunato (l’avresti mai detto sentito da me eh??!!), ero in un posto dove tante persone e velisti avrebbero voluto essere, ero mica in miniera!! Non ho segreti, affronto la vita sempre con il buon umore, così a lavoro in famiglia e con le persone vicine, figurati facendo la cosa che più mi piace fare, navigare a vela. Analizzo questa fase da sportivo, prima di arrivare a un piccolo risultato si passa per interminabili situazioni come quella che sto affrontando io, fanno parte del gioco e aiutano a migliorarsi come sportivi e come persone.

Quel dannato pilota automatico, la sfortuna, il poco tempo a disposizione, non era proprio destino… Conoscendoti son sicuro che hai già un piano di battaglia per la prossima, cosa sono le prossime mosse?
Alla sfortuna non ci credo, lei da’ e si prende sempre nella stessa maniera; diciamo che questa volta si è presa troppo e nel momento sbagliato. Il bicchiere è sempre mezzo pieno o mezzo vuoto, sono ottimista per natura e direi che stavolta il bicchiere trabocca, se pensi che un anno fa preciso ho fatto la mia prima regata in mini lasciando a casa il frullone perché non sapevo che farmene, finendo a podio all’estero con un co-equipier sconosciuto e a digiuno di mini come me, fai te!!!

Non ti nego che mi è rimasto l’amaro in bocca per non essermela giocata e se i tasselli famiglia- lavoro-sponsor si incastrano nuovamente mi piacerebbe essere di nuovo alla partenza nel 2011, ovviamente con nuovi piloti di cui non dico la marca ma che tutti sanno!!

Hai fatto una stagione fantastica, ma era pur sempre la prima, col senno di poi rincorreresti ancora la Transat così tanto e così in fretta?
Grazie per i complimenti. Certamente rincorrerei il sogno come ho fatto. Il mio programma, nonostante il supporto degli sponsor e dei sostenitori volontari privati, non poteva essere sviluppato su troppe stagioni (l’ottimo è 2 o più). Se non avessi avuto l’allagamento di Dagadà la sera prima della partenza e la mia bussola non fosse andata a bagno, il mio pilota non avrebbe dato problemi, come del resto non li ha mai dati in tutta la stagione, e mi avrebbe portato tranquillamente a ballare la samba a Salvador de Bahia!!

La tua prima tappa di questa Transat resterà nella memoria (tua ma anche di tutti gli appassionati) per molto tempo, cosa salveresti di questa esperienza?
Sinceramente non mi sembra di aver fatto una cosa incredibile come invece l’avete mitizzata voi e i francesi, l’accoglienza a Madeira è stata da trionfatore e no da ultimo arrivato dopo 5 giorni, davvero inaspettata. Mi sembrava davvero troppo poco ritirarmi dopo 20 minuti di Transat, dopo lo sforzo di tante persone per un anno, volevo regalare qualcosa di più a tutti voi. Ho ponderato le miglia da fare e lo sforzo poi il fisico, la mente e la volontà da maremmano hanno fatto il resto. E poi non mi sarei perso per niente al mondo le planate a 16 nodi in Biscaglia e Cap Finisterre, hai visto mai non mi dovesse più ricapitare!!!

Dell’esperienza salverei tutto, tranne lo spedizioniere che ha spedito la bussola in Olanda invece che a Funchal, forse aveva mangiato e quindi dormito male la notte prima, a me è costato un po’ caro; la prossima volta lo invito a mangiare a casa mia, così mangia molto meglio, dorme e così non fa caz***e!!!

I tuoi compari sono ancora là in mezzo, fai loro un augurio speciale (è ammesso anche far trapelare l’invidia ovviamente).
Non sono invidioso per natura, figurati nello sport. Per i miei amici c’è solo ammirazione e tanta, per quello che stanno portando a termine e per come bene lo stanno facendo. Sono il loro tifoso più sfegatato, mi collego al web spesso per vedere come va, soffio sulle loro vele. Avrei voluto riabbracciarli a Salvador e ricambiare loro l’accoglienza che mi hanno riservato a Madeira venendomi a cercare in mezzo al mare festeggiandomi. Ricambierò in un altro modo, magari invitandoli in Maremma per una rimpatriata.

Grazie mille Simone, a presto e Buon Vento!
Grazie a te e bon courage….come dicono i francesi…..solo ora capisco “veramente” il motivo!

Come sempre vi ricordo il sito di Simone in cui si possono trovare tutti gli aggiornamenti delle sue imprese.

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