
Ancora poche miglia per gli ultimi italiani impegnati nella prima tappa della Transat650, nella giornata di oggi hanno tagliato il traguardo Luca Del Zozzo in 20ma posizione, Daniela Klein ottima 23ma in costante crescita e Luca Tosi al 25° posto. Arrivato al traguardo anche Gaetano Mura nella classe Proto, 27° posto per lui e una buona dose di esperienza accumulata.
Ancora in corsa anche se in dirittura d’arrivo Andrea Rossi che all’ultimo aggiornamento alle 20.00 era ad una quarantina di miglia dal traguardo in 40ma posizione e Simone Gesi sempre più in difficoltà in coda al gruppo.
Arrivano però tramite il suo sito le prime dichiarazioni di Andrea Caracci dopo l’arrivo che ci spiegano cosa, come e quando è successo a bordo di Speedy Maltese (nella foto il dettaglio dei timoni danneggiati). Parole che lasciano trasparire la delusione per un risultato sfumato ma anche tanta voglia di riscatto e di rimettersi in forma.
La regata non era incominciata male anzi…. Problema tecnico: le scatole dei timoni che avevo rotto alla Mini Med a Marzo sono state riparate male, (inisieme alle crocette sono gli unici 2 pezzi della barca che non ho costruito io), e anche se collaudate al gp d’Italia e alla Mini Solo di Sanremo, non avevano mai preso piu’ di 20 nodi di vento.
La notte tra lunedì e martedì mentre facevo rotta verso Capo Finisterre con 25/30 kt al lasco e invelato con code five e una mano di terzaroli alla randa con velocità media di 13kt, hanno subito un primo danneggiamento. Alla mattina mentre costeggiavo le coste spagnole con 15kt di vento e spi medio a riva ho notato delle cricche nelle scatole, delle crepe preoccupanti… da quel momento ho cercato di timonare con mano leggera in modo da non forzare quelle maledette scatole di cristallo.Il vero danno si e’ verificato alle 2.20 di mercoledì quando con 3 mani alla randa e niente a prua in piena burrasca a 40kt la barca andava a circa 13kt ma essendo solo con la randa avevo una notevole forza sul timone. Decidevo allora di ammainare la randa e issare la tormentina. Purtroppo non fidandomi della sensibilità del pilota ho deciso di ammainare la randa e poi issare la tormentina e questo mi ha scoperto il fianco alle onde.
Mentre ero a secco di vele e stavo recuperando la tormentina sotto coperta un onda particolarmente grossa cadeva sulla coperta procurando numerosi danni: due pannelli solari monocristallini piegati e divelti dai loro supporti, un pannello amorfo montato con delle viti sulla tuga strappato e piegato, pulpito di poppa di dx dove era montata la balise della regata piegato e rotto, bussola persa e una sacca drizze strappata via, due scatole dei timoni sbriciolate, circa 200/300 litri d’acqua sotto coperta con il sottoscritto fradicio e la radio ssb da buttar via.
Non ero felice. Non nascondo che in quel momento ho pensato a ritirarmi… Mi sono limitato a schiacciare il bottone verde e avvisare l’organizzazione che avevo un problema. Ho buttato l’ancora galleggiante che poi si e’ pure rotta, ripulito la coperta staccato i contatti elettrici recuperato quello che potevo, ho aperto una coperta termica e mi sono messo a dormire cosi com’ero, fradicio, un paio d’ore, ero molto stanco, era da circa 24 ore che non dormivo vista la fragilità delle scatole dei timoni.
Verso le 6 ho fatto il punto della situazione. La voglia di ritirarmi era tanta, io sono un agonista e partecipare senza avere possibilità di vittoria o meglio senza possibilità di lottare mi fa passare ogni voglia, ma questa volta e’ diverso, questo e’ un viaggio che e’ iniziato tanti mesi fa’ che ha coinvolto tante persone che hanno creduto in me e che mi hanno aiutato a realizzare il mio sogno facendolo diventare anche un po’ il loro sogno ed e’ un viaggio che va portato a termine indipendentemente dalla classifica, i sentimenti non hanno graduatorie.
Così con un pezzo di riflettore radar una decina di cordini in dyneema e un rotolo di grytape ho appiccicato una delle scatole danneggiate ad un timone e ho rimontato il tutto su gli agugliotti e sono ripartito al piccolo trotto verso Madeira sapendo che mi attendono 10 giorni di lavori per poter ripartire per la seconda tappa.
Spero di rimettere insieme la barca per la partenza della seconda tappa e arrivare a Bahia con il sorriso sulle labbra…
Le ultime righe fanno capire la differenza tra un bravo velista e un grande marinaio. Buon Vento!
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