
Abbiamo contattato Roberto Westermann, prossimo partecipante alla Ostar 2009 a bordo dell’Open 40 Spinning Wheel, per lui è la terza partecipazione, o meglio la seconda perchè nel 2005 ebbe un incidente durante il trasferimento e non riuscì a prendere il via. Questo però fa del velista di Sestri Levante uno dei più esperti in gara, ha appena concluso il lungo trasferimento da Lavagna a Plymouth ed ecco che cosa ci ha raccontato.
Roberto, innanzitutto raccontaci la tua qualifica, com’è andato il trasferimento?
Beh non parlerei di qualifica perché non ero solo, quella me la sono fatta a gennaio, il trasferimento è stato bello duro, burrasca a Cabo de Gata, burrasca a Cabo San Vicente e per gradire anche la seconda parte di Biscaglia è stata percorsa in burrasca. Tutto questo però mi è servito per migliorare la messa a punto e per… fare presto! Quattordici giorni per tutta quella strada non è male.
Terza partecipazione (o tentativo) per te, come hai preparato questa Ostar alla luce dell’esperienza maturata in passato?
Ammesso che riesca a partire sarà la seconda partecipazione, nel 2005 non sono neanche riuscito ad arrivarci a Plymouth, mentre nel 2000 con una barca non a posto e portata lassù con il camion non è che avessi tante possibilità di riuscita, mi sono fatto più miglia della regata di cui la metà in blackout totale, un’esperienza bella tosta.
Comunque ho fatto tesoro dell’esperienza dei due precedenti tentativi così ho la barca in perfetto stato a Plymouth più di un mese prima dello start e guardandomi in giro non è cosa da poco, soprattutto per chi viene da lontano, per i locals è tutto più facile.
Spinning Wheel è un 40 piedi concepito per le regate Open, però a vederlo non è una barca eccessivamente larga e piatta, come si comporta di bolina?
La barca è stata pensata ed è molto allround, non è estremizzata come tanti 40 che si vedono in giro, è maneggevole, bolina bene, non si pianta con poco vento è confortevole e soprattutto comoda. Rispetto a barche più larghe di ben 60cm nelle andature al traverso con vento forte soffre un po’, ma in tutte le altre andature è competitiva e poi non deve pagare un ormeggio da 16mt a causa della larghezza!
Dal punto di vista umano la Ostar è una bella sfida, che cosa ti affascina di più? E cosa ti spaventa?
La Ostar per me è tante cose insieme: la vivo come un’esperienza interiore, una sfida con me stesso, un test tecnico, mi affascina attraversare l’Atlantico in regata, da solo con una barca che ho costruito, a cui ho fatto le vele, (n.d.r. Roberto è titolare della Veleria Di-Tech) ho impiombato le drizze etc. etc. quello che mi spaventa non lo so…vedremo, sicuramente ci sarà e lo affronteremo al momento. Sicuramente la Ostar và presa giorno per giorno…
Ultima curiosità: un portafortuna che avrai a bordo e che le altre due volte avevi dimenticato a casa?
Portafortuna non ne ho però sono state tolte alcune cose che era tanto tempo che tenevo sotto osservazione, e poi ho la spinta di tutti quelli che mi sostengono.
Grazie mille Roberto, continueremo a seguirti e ti auguriamo buon vento!