
Notizia curiosa quella che passa in questi giorni per i siti americani, la Marina Militare Statunitense ha deciso di mettere all’asta sul web uno dei mezzi più avveniristici della propria flotta, la Nave Stealth Sea Shadow.
Si beh, “ma quanto costa?” direte voi. Un arnese che tra progettazione e sviluppo era costata la bellezza di 195 milioni di dollari nel lontano 1985 non verrà mica via per 4 soldi. Ed è qui che c’è la sorpresa, il prezzo di base d’asta era solo 75.000 $ (lievitato fino ad oggi a 135.000) che è effettivamente un affarone.
Sul sito dell’asta però si legge che la nave dovrà essere smantellata e ridotta in rottami prima di essere consegnata all’eventuale vincitore dell’asta. Ridotta cioè al puro valore delle sue materie prime seconde di recupero. Insomma, mai come prima consigliamo di leggere attentamente le condizioni dell’asta!
Via | XSRacing
Dopo un periodo naturale di attesa per le decisioni sulla rimozione della Costa Concordia dalle coste del Giglio abbiamo finalmente un piano, la gara d’appalto è stata vinta dal Consorzio italo - americano Micoperi - Titan che ha presentato a GiglioNews il video delle prossime operazioni tecniche per riportare la nave in galleggiamento.
Come vedete le prime operazioni saranno dedicate alla messa in sicurezza del relitto per evitare che lo stesso scivoli lungo il fondale. Dopo di che si procederà alla costruzione di una piattaforma d’appoggio sul lato sommerso, poi la costruzione dei cassoni necessari a sostenere la nave e il successivo raddrizzamento.
Un’operazione non semplice ma probabilmente scelta per via del minor impatto ambientale sulle altre opzioni, molte delle quali prevedevano di fare a pezzi la nave in loco. Ricordiamo che è ancora aperta la discussione su chi dovrà poi occuparsi della demolizione, la Regione Toscana sta lavorando per ottenere che ciò avvenga nel proprio territorio come parziale compensazione dei danni subiti dal naufragio del 13 gennaio scorso.
Via | giglionews
Svelata negli ultimi giorni la vera manovra che la Costa Concordia ha effettuato la notte del terribile naufragio all’isola del Giglio. Contrariamente a quanto supposto l’accosto alla terra su Punta Gabbianara avviane per semplice scarroccio dopo che la nave resta inerte poco più al largo.
Se si osserva attentamente il video si vede come la nave viaggi a quasi 16 nodi prima dell’impatto su Le Scole per poi perdere completamente l’abbrivio nel giro di un quarto d’ora e andare ad appoggiarsi alla riva a nord di Giglio Porto un’ora più tardi. Un’ora di tempo in cui si poteva e si doveva fare di più per velocizzare l’evacuazione.
Teniamo presente che, come già detto, dopo l’impatto la nave era sicuramente spacciata per via dell’allagamento di almeno 4 compartimenti stagni e che al contempo questa zona allagata era la più vitale per la nave stessa essendo localizzata a poppa, locali macchine e generatori principali, e di conseguenza risultava anche ingovernabile.
Via | velablog
Pubblichiamo ampia galleria fotografica del naufragio della Costa Concordia e delle fasi dei soccorsi, ricordiamo che notizia del primo pomeriggio è che al momento i soccorsi sono sospesi perché c’è stato uno spostamento della nave che è scivolata sul fondale di qualche centimetro rendendo tutto molto pericoloso.
È da valutare ora la stabilità della nave nella sua attuale posizione per ricominciare con le ricerche dei superstiti, la Costa Concordia si trova al limite di uno scalino del fondale che scende fino a 70 metri, profondità che poterebbe lo scafo a sommergersi completamente rendendo tutto molto più complicato.
Continua a leggere: Costa Concordia – le foto del naufragio e dei soccorsi

Questo week end è stato funestato dalla notizia del naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, non abbiamo volutamente scritto prima per via della moltitudine di informazioni parziali ed in buona parte confuse che arrivavano dal luogo del disastro, ad oggi purtroppo il bilancio non è ancora definitivo e anche la dinamica dell’incidente non è del tutto chiara, ma vediamo comunque di mettere un po’ d’ordine.
La Costa Concordia era sulla rotta tra Civitavecchia e Savona che prevede, salvo motivi diversi, di passare a dritta del Giglio a sinistra dell’Elba e a dritta di Capo Corso. Da quel che emerge sembra che fosse consuetudine, quando si passa vicini ad un’isola di piccole dimensioni, fare la barba agli scogli e salutare utilizzando le trombe della nave.
Questa parrebbe essere (condizionale d’obbligo) la causa dell’avvicinamento eccessivo alla costa e il conseguente disastro dovuto ad un errore di valutazione. Un errore umano quindi, imperdonabile da parte del comandante e dell’equipaggio tutto che non può e non deve permettersi tali leggerezze. Fughiamo ogni dubbio su ciò che si è sentito nei giorni scorsi riguardo a scogli non segnalati (al Giglio? Ma per piacere…), black out della strumentazione (su una nave della Costa del 2005? Ma per piacere 2…).
Continua a leggere: Naufragio Costa Concordia all'Isola del Giglio

Peccato che l’ultimo giorno il vento abbia fatto un po’ di capricci e non si sia potuto vedere il duello finale per la vittoria assegnata così a Maltese Falcon dopo i risultati delle prime due giornate. Lo spettacolo on è comunque mancato nelle acque di Porto Cervo che hanno ospitato la Perini Navi Cup con ben 13 scafi in gara.
Una vittoria e un terzo posto regalano all’88 metri a vele quadre Maltese Falcon la seconda vittoria consecutiva davanti a Parsifal III che colleziona due secondi posti e a Panthalassa che è staccata dalla coppia di testa per un solo punto.
Giancarlo Ragnetti, AD di Perini Navi ha commentato:
“Ringrazio lo Yacht Club Costa Smeralda, e in particolare il Commodoro, nonché tutte le persone che hanno permesso di realizzare questo evento. Insieme ai nostri partner e al nostro team siamo riusciti a dare vita a una manifestazione in cui tutti partecipano con un senso di famiglia che è proprio lo spirito con cui Perini Navi accompagna e assiste i suoi Armatori, non solo costruendo navi meravigliose ma anche mettendo a proprio agio chi vi è a bordo dando sempre risposte pronte e soluzioni adeguate”.
Segnalo il sito di Perini Navi e naturalmente quello dello Yacht Club Costa Smeralda che ha ospitato l’evento.
Via | Sail-world
Grazie alla vittoria di un concorso fotografico la nostra amica Elenucci è stata ospite a bordo della Costa Favolosa, nave recentemente varata per la Costa Crociere. Da appassionata di fotografia non poteva non portarne a casa resoconto per immagini, che gentilmente ci consente di pubblicare.
La Costa Favolosa stazza 114.500 tonnellate, è lunga oltre 300 e può ospitare fino a 3.800 passeggeri in 1540 cabine, di cui 772 con balcone privato, la più alta percentuale della flotta Costa (68%).
A bordo il meglio delle ultime novità proposte dalle navi da crociera Costa: la “Samsara Spa”, un’area benessere tra le più grandi mai costruite, un’area piscine centrale su due ponti con copertura semovente di cristallo, un maxi schermo cinematografico e un simulatore di auto da Gran Premio.
Inoltre, novità per una nave Costa, un simulatore di golf. Gli interni, disegnati dall’architetto Joe Farcus, sono progettati per offrire il massimo del comfort e della fruibilità, con tutti i ponti passeggeri interamente percorribili da prua a poppa.
Do il salto la galleria di foto e le Caratteristiche tecniche della Costa Favolosa
Continua a leggere: Costa Favolosa - Inaugurata la nuova ammiraglia Costa Crociere

Girano in rete i primi renderings di questo mostriciattolo che vedete qui sopra, si chiama Dream Symphony e sarà nientepoppòdimenoche lo yacht a vela più grande del mondo mai costruito con i suoi 141 metri di lunghezza, per di più sarà fatto in legno.
Il progetto è di Dreasm Ship Victory che è specializzata nella realizzazione dei grandi scafi in legno, l’architettura navale sarà invece affidata a Dykstra & Parteners, che sono quelli che stanno rifacendo diversi J Class, mentre il design è affidato a Ken Freivokh, il tutto previsto per il 2016.
Per ora non si sa altro, a voi i commenti a caldo aspettando ulteriori dettagli.
Via | snipeout

Probabilmente vi ricorderete di Earth Race, il trimarano a biodisel che dopo aver chiuso il suo giro del mondo era stato donato all’associazione ambientalista Sea Shepherd che la utilizzò per un breve periodo, ribattezzata Ady Gil, per contrastare le baleniere giapponesi.
Un breve periodo perché l’imbarcazione fu speronata e conseguentemente demolita nella collisione con una delle navi baleniere, immagini che hanno fatto il giro del mondo in poco tempo e che suscitarono reazioni decisamente accese.
La notizia di oggi è che Se Shepherd ha varato una nuova unità che richiama molto da vicino le forme di EarthRace ma è lunga ben 115 piedi e capace di velocità notevolmente più alte delle navi “avversarie”, per aggiungere un tocco di teatralità il nome scelto per la barca è Gojira che non vuol dire altro che Godzilla.
Attualmente in rotta per Hobart dove si riunirà alle altre due navi attive nella zona, Gojira farà parte della campagna 2011 contro la caccia alle balene. In qualsiasi modo la si pensi in merito alla “missione”, l’aggeggio ammetto che ha un certo fascino.
Foto | Eye in the Sky magazine, via Sea Shepherd
Via | grindtv.com
Quella degli aquiloni attaccati alle navi è un’altra idea di cui si stente parlare da un po’, ne avevamo parlato anche noi qui, ma fino ad ora era sempre rimasta nell’ambito della sperimentazione. Oggi invece SkySails inizia l’impiego della nuova propulsione ibrida anche sulle navi pescherecce che, se funziona, potrà portare indubbi vantaggi.
Il primo kite è stato installato sulla nave da pesca più grande di tutta la Germania, la Maartje Theadora, lunga 141 metri e dislocante più o meno 15.000 tonnellate. L’aquilone è di 160 metri quadrati e volerà a 300 metri dalla nave.
Tra gli obbiettivi ipotizzati c’è la riduzione dei consumi di oltre il 30%. Per questo primo viaggio la vela sarà utilizzata per una lunga navigazione dall’Europa al Sud America e successivamente nel Pacifico. L’obbiettivo però è quello di sviluppare la nuova propulsione per renderla fruibile anche nel campo delle normali applicazioni di pesca.
Il progetto è sovvenzionato sia dall’Unione Europea (€583,000 €) sia dalla regione di Mecklenburg-Western Pomerania (194,000 €). Il Ministro dell’Agricoltura e Sviluppo tedesco Dr. Till Backhaus è convinto che i soldi siano ben spesi e rappresentino un importante investimento per il futuro. Che altro aggiungere se non “Buon Vento”?
Via | skysails.info