
Annunciati al Boot di Düsseldorf i più prestigiosi riconoscimenti europei della vela di serie del vecchio continente. Come ogni anno i vincitori sono stati scelti da un giuria formata dai giornalisti delle migliori riviste del settore dei vari paesi che hanno provato a Barcellona tutti gli scafi per poi decretare i vincitori, a rappresentare l’Italia anche quest’anno è stato Vanni Galgani, direttore di FareVela a far parte della giuria.
Prima di vedere i vincitori nel dettaglio diamo un occhiata alla lista dei nominati:
Family Cruiser:
Dufour 445GL
Elan 210
Sun Odissey 379
RM 1060
Luxury Cruiser:
Amel 64
Bestewind 50
Hallberg-Rassy 64
Sense 50
Performance Cruiser :
Dehler 41
Grand Soleil 50
J/111
Xp44
Special Yacht:
Eagle 44
Keus 22
Dinamica 940
Tarac 33
And the winners are…
Continua a leggere: European Yacht of the Year 2012 – ecco i vincitori
Al METS di Amsterdam 2011 è stato presentato il nuovo winch firmato Lewmar, si chiama REVO e promette di essere una bella rivoluzione nel mercato dei winch elettrici. Sostanzialmente si tratta di un normale verricello Self-Tailing e elettrico che ha però in più la possibilità di lascare le scotte.
Questo, unito ad una buona dose di elettronica che coordini l’azione e le forze dell’intero pozzetto ed ecco che REVO diventa un ottimo aiuto al velista solitario (o particolarmente pigro) facendo le virate e le strambate praticamente con un pulsante.
I due tasti delle due diverse velocità vengono sostituiti dai due delle “direzioni”: cazzare e lascare, la velocità con cui il winch agisce è invece regolata automaticamente a seconda del carico, giusto per evitare di ritrovarsi con i fiocchi a brandelli. Ovviamente con l’inserimento della maniglia si passa alla normale modalità manuale con le due riduzioni meccaniche a disposizione.
Via | Velablog
Passiamo oggi alla seconda novità del cantiere X-Yachts che oltre all’Xp38 ha portato al Salone il un altro scafo della linea Performance, il 44 piedi. Il disegno è sempre di Lars Jeppesten e come per il fratellino più piccolo le linee sono decisamente più sportive di quel che abbiamo visto uscire dal cantiere negli ultimi anni.
Le differenze nell’impostazione generale non sono molte, forse, data la taglia maggiore in questo caso si è cercato di dare ancora più importanza all’aspetto prettamente racing della barca, ricordiamo però che eravamo a bordo del primo esemplare varato appositamente per la regata, esistono ovviamente delle varianti più tranquille.
La poppa è anche in questo caso aperta con un rialzo per guadagnare spazio per i due gavoni, in uno dei due ci sta la zattera ma non sera così comoda da maneggiare, almeno lo sportello poteva aprirsi verso il mare. Il resto del pozzetto ripropone ciò che abbiamo visto sul 38 con un po’ più di spazio, nessuna novità alle timonerie che restano minimali con strumentazione molto discreta e punta piedi a scomparsa.
Non finisce mai di stupirci il nostro amico Marco Nannini, l’ultima trovata è di mettere in vendita il suo Class40, oggi rinominato Financial Crisis ma prima fu Unicredit, Sungard e Mogli, col quale sta competendo nella Global Ocean Race.
Ricordiamo a chi se lo fosse scordato che Marco non fa il navigatore oceanico di mestiere, lavora in banca in quel di Londra e per permettersi tutto quello che sta facendo ed ha fatto in passato, ha dovuto compiere enormi sacrifici. Forse però proprio perché è esterno alla canonica mentalità da velista ha queste trovate geniali. Riporto il suo comunicato che meglio di tutto spiega la situazione:
La barca che sto conducendo nella Global Ocean Race, ribattezzata “Financial Crisis” durante questa regata ma che ha già corso con i nomi di Mowgli, Sungard e Unicredit è in vendita. Sono determinato nel portare a termine la Global Ocean Race e la barca sarà visibile agli stopover di Wellington, Punta del Este, Charleston e infine Europa verso giugno 2012 con possibilità di uscita in barca di prova o addirittura coinvolgimento come co-skipper nelle ultime tappe.
Ho investito tutti i miei fondi per mettere insieme questo progetto e la cassa e’ sempre più magra, inevitabilmente penso al futuro, devo vendere la barca al più presto finita la regata per mettere a posto le mie finanze e ripagare i prestiti quindi inizio a spargere ora la voce per accelerare i tempi quanto più possibile.
Continua a leggere: Marco Nannini mette in vendita il suo Class40

Chiedo scusa se continuiamo a rilanciare l’argomento trascurando gli altri avvenimenti ma la situazione è in continuo divenire e rischia di essere davvero una rogna di quelle grosse, parliamo sempre della nuova tassa di stazionamento introdotta dal Decreto Monti.
La versione definitiva, riportata dai maggiori siti di informazione (Sole24Ore, Repubblica, Corriere della Sera, Fatto Quotidiano) fa un passo indietro rispetto a ciò che sapevamo stamattina: scompare dal capitolo dedicato alla tassa di stazionamento il parametro legato alla vetustà della barca, invariati gli altri fattori (testo a fine post).
Cosa vuol dire? Significa che una barca vecchi di 20 anni sarà soggetta a tassazione nello stesso modo di una nuova di cantiere che vale magari 10 o 20 volte di più. Questo è quanto, in barba all’equità. Detto questo non mi resta che rimangiarmi gli auspici di pacatezza e spirito di sacrificio di stamattina, se volete tenere buona la tabella dovete semplicemente considerare le due colonne con dicitura “Nuova” per tutti.
Continua a leggere: Nuova tassa di stazionamento – scompare la vetustà e di conseguenza l’equità
Premesso che il testo che abbiamo per le mani, che potete leggere qui, non è ancora quello definitivo, cerchiamo comunque di fare un po’ di chiarezza su quel che è successo ieri e che purtroppo, per mala informazione, sta continuando a succedere.
Partiamo dal presupposto che essendo questa nuova tassa parte del Decreto Salva-Italia è per forza di cose un sacrificio che ci viene chiesto per tenere in piedi il sistema, non è questa la sede per discutere sul come e sul quando si poteva fare diversamente (c’è l’ottimo PolisBlog per questo) ma teniamo presente che se tutti i colpiti da nuove tasse si mettono di traverso va a rotoli tutto in breve tempo e la barca sarà poi l’ultimo dei nostri problemi.
Detto questo vediamo di addentrarci nella nuova normativa e cerchiamo di capire quali siano gli aspetti sostenibili e quelli iniqui, buona parte degli allarmismi che si leggono in giro sarebbero addolciti solo da una buona comprensione del testo della legge, e qui purtroppo ci metto anche il buon Soldini che probabilmente quando rilasciò questa dichiarazione ieri, era ancora fermo alla prima terrificante versione della tassa.
Aspetti positivi:
- C’è una differenziazione tra vela e motore, questo è dovuto al fatto che l’imbarcazione a motore è generalmente –ci sono sempre le eccezioni ma non si può star dietro a tutti- indice di maggior “lusso”; se un pensionato con dei sacrifici può permettersi di mantenere una barca a vela di 10 metri sicuramente non può permettersi un analogo motoscafo che fa 1500 euro di gasolio ad ogni pieno. Ovvio che l’impatto della tassa sia più sostenibile per chi ha il motoryacht invece della vela.
Continua a leggere: Nuova tassa di stazionamento – Tabella riassuntiva e alcune riflessioni

Appena arrivato sul sito LeggiOggi.it il testo del fantomatico decreto “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” della manovra Monti, meglio noto come Decreto Salva-Italia, non è ancora la versione della Gazzetta Ufficiale ma possiamo sbilanciarci un po’ di più.
Rispetto allo spauracchio di questa mattina devo dire che come sospettavo le cose sono meno tragiche del previsto per il settore della nautica, si tratta comunque di provvedimenti pesanti ma sicuramente più equi di come avevamo paventato un po’ tutti stamattina. Ecco il testo per quanto riguarda le imbarcazioni (in grassetto le novità più rilevanti):
3. (imbarcazioni) Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;
e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.
Continua a leggere: Ecco il testo del Decreto Salva-Italia che fuga parecchi dubbi

Titolo provocatorio, me ne rendo conto, ma da ieri sera appena il Presidente Del Consiglio Mario Monti ha illustrato il nuovo Decreto Salva-Italia si sta scatendno un putiferio in rete riguardo alle temute, misure per la nautica.
Per completezza di informazione riportiamo ciò che per ora sembra essere la modulazione della nuova tassa di stazionamento che è divisa per scaglioni di lunghezza e colpisce chiunque a partire dal primo maggio 2012, da tutte le imbarcazioni e navi da diporto, immatricolate in Italia o estere, che navighino in acque italiane o ormeggino in porti nazionali.
Si parla di deducibilità al 50% per i giorni effettivi trascorsi in secca e poco altro.
Continua a leggere: Decreto Salva-Italia per la Nautica – se fosse così, addio
Il Cantiere Jeanneau quest’anno ha portato al Salone di Genova due novità della linea Sun Odyssey, il primo che esaminiamo è il 44 piedi Deck Saloon che pur avendo dimensioni molto simili ai modelli del cantiere già esistenti segna una linea di confine tra il passato e il presente. Il progetto dello scafo è affidato a Philippe Briand mentre interni e coperta sono realizzazioni di Franck Darnet & Flahault Design.
Ci troviamo di fronte ad una barca sicuramente pensata per la crociera e la comodità ma forse la visione generale è un po’ più radicale della solita barca normale arrotondata, rallentata e riempita di cuscini. La poppa ad esempio è aperta in una spiaggetta fissa con due gradoni che portano alla zona timoneria, nell’insieme linee armoniose e avvolgenti, controtendenza con quello che si vede ultimamente.
La zona della timoneria sembra un salottino, le due ruote del timone sono grandi a sufficienza ma senza intralciare il passaggio, le sedute del timoniere sono comodissime con sotto due bei gavoni e di fronte si trova tutta la strumentazione compreso il 360 Docking Manouvring System.
Oggi passiamo all’ultima nata del cantiere tedesco Dehler, o forse sarebbe meglio dire la prima dato che si tratta del primo scafo della nuova gestione dopo il fallimento e l’assorbimento da parte del cantiere Hanse. Il Dehler 41 ad ogni modo sembra mantenere la tradizione dehlerista pur rinnovando non poco la linea.
Il progetto è dello studio Judel/Vrolijk come per il suo predecessore ma si nota un tocco decisamente innovativo. La costruzione dello scafo è in sandwich con anima di schiuma resinato in vinilestere per infusione, la coperta e la tuga sono invece un sandwich di balsa per migliorare l’isolamento ma resinate a mano l’una in vinilestere e l’altra in poliestere.
Cominciando dalla poppa si nota subito la consueta spiaggetta, con scaletta per il bagno integrata, che lascia accesso ad un pozzetto decisamente spazioso, il baglio massimo è arretrato e la larghezza permette di avere spazi molto ampi. La particolarità della forma della poppa è dovuta alla presenza dei paramare che pur diminuendo di altezza arrivano fino allo specchio.