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Diari di bordo

Marco Nannini racconta il suo progetto in corso d’opera della Global Ocean Race

pubblicato da Proust in: Persone Diari di bordo

Grazie al lavoro di Antonio Costantino di Orange D-Vision viamo questa bella intervista a tutto campo a Marco Nannini che da Wellington ci racconta con il suo delizioso accento british-torinese come è nato e come si sta sviluppando il progetto della sua Global Ocean Race.

Tra aspetti sportivi e non meno importanti aspetti economici Marco trasmette la passione per il mare e per le regate oceaniche che l’hanno letteralmente travolto. Ricordo con un sorriso quando pochi anni fa presi i primi contatti con lui che era solo un “impiegato di banca” con un grande sogno che finalmente, con una buona dose di follia, è diventato realtà.

Qui il link doveroso al sito di Marco per qualsiasi approfondimento e per contattarlo direttamente.

Via | farevela

Intervista a Simone Gesi sulla Mini Transat 2011

pubblicato da Proust in: Persone Diari di bordo


Siamo riusciti ad intercettare Simone Gesi che come sapete è arrivato in Brasile dopo aver terminato la sua Transat a bordo di Dagadà – Spirito di Maremma. Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda semiseria sulla sua regata e su quest’esperienza di vita.

Buona la seconda. Soddisfatto di esserti preso la rivincita su questa regata?
Molto soddisfatto di essere arrivato ma puntavo ad un altro risultato decisamente più alto in classifica. Pur di arrivare avrei arato l oceano.

Abbiamo letto che è stata una tappa di bricolage, visto cos’è capitato agli altri pensi che Dagadà abbia retto tutto sommato bene?
Penso sempre che poteva venire giù l’albero (visto le condizioni) quindi ha retto, ma non immagino cosa sarebbe potuto rompersi se non avessi fatto tutti i lavori di preparazione durante l’inverno in cantiere.

Momento più bello e momento più brutto della regata?
Momento più brutto una notte prima di Capo Verde,credo di aver beccato quasi 50 nodi in bolina (anemometro in panne) e me la sono vista brutta poi la prima notte nel Pot a noir, nella tormenta di acqua e vento ci siamo scansati con un cargo per puro caso, mi sa che ci ha messo la mano qualcuno perché ci siamo veramente sfiorati inconsapevoli l’uno dell’altro. Momento più bello quando entri nella baia di Todos Los Santos e realizzi che ce l’hai fatta, il sogno si materializza.

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Mini Transat 2011 – i racconti degli italiani dopo la prima tappa

pubblicato da Proust in: Persone Storie Diari di bordo


Domani partirà da Funchal la seconda tappa della Mini Transat 2011 e tutti si stanno affrettando a preparare le proprie barche per affrontare la lunga navigazione fino a Salvador de Bahia, nei giorni scorsi ciascuno ha provveduto a sistemare la arca, nutrirsi come si deve e soprattutto riposare per ricaricare le pile.

Oggi vediamo come alcuni dei ministi azzurri hanno raccontato la loro prima tappa, cominciamo da Susy Beyer, prima degli italiani al traguardo che ha scritto un diario di bordo molto dettagliato che ha reso pubblico sul suo sito, così com’era venuto sul momento (parolacce comprese), eccone un assaggio:

…. beh significa che siamo allenate. Andiamo a ripigliare qualcuno dai! Non riesco a capire come diavolo sono posizionata. Credo non bene. Odio non avere informazioni. Magari sto facendo una figura di merda! aha ah ha. Spero solo di aver fatto la scelta giusta, che quelli che sono andati a terra ci siano rimasti. Sento che qui arriverà un vento buono per noi! Dai Penelope andiamo a mordere il culo a qualche ometto…!

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Marco Nannini ci racconta del disalberamento al Fastnet

pubblicato da Proust in: Persone Storie Diari di bordo


Il nostro amico Marco Nannini come ricordate, durante la Rolex Fastnet Race ha disalberato dopo poche ore dalla partenza, oltre al disappunto per non poter proseguire nella regata il pensiero è andato immediatamente alla Global Ocean Race, l’evento grosso della stagione.

Abbiamo chiesto a Marco di raccontarci come lui e i suoi uomini hanno fatto fronte a questo inconveniente non proprio trascurabile, ecco cosa ci ha risposto.

1 - Parliamo del disalberamento al Fastnet, com’è successo?
Si e’ rotto l’attacco in acciaio in alto dello strallo di prua, l’albero e’ caduto indietro e il boma, le stecche della randa e le vele ne hanno rallentato la caduta.

2 - Immagino che tu abbia pensato alla GOR ancor prima che l’albero toccasse l’acqua, come hai fatto a trovare il sangue freddo per non perdere tempo e risistemare tutto?

Spesso e’ piu’ facile gestire un problema concreto rispetto al mondo incerto delle sponsorizzazioni e ricerca fondi, ma e’ stata comunque una settimana molto stressante.

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Puma e Camper cominciano alla grande

pubblicato da Proust in: Diari di bordo


Continuiamo a seguire l’evoluzione e il percorso di avvicinamento dei vari Vor70 alla prossima Volvo Ocean Race, oggi parliamo di due pei probabili futuri protagonisti che sono anche tra le squadre più avanti nella preparazione: Camper e Puma.

I Kiwis hanno già in saccoccia la qualifica di 2000 miglia completata un paio di settimane fa con successo, nei giorni scorsi il primo battesimo della competizione per Camper con la partecipazione alla Aukland Fiji Race, regatina oceanica di “sole” 1.141 miglia nel pacifico. Il risultato ha del sorprendente, il VOR70 ha chiusolo la regata al secondo posto, solo 10 minuti dietro al vincitore che non è altro che il trimarano Classe ORMA60 Vodafone Team, mezzo decisamente superiore sulla carta, che ha avuto la meglio solo nelle ultime miglia per via di un calo del vento.

Il VOR70 di Puma, ribattezzato “Mar Mostro” dall’altra parte del mondo ha invece concluso con una vittoria la sua prima esperienza agonistica alla Candy Store Cup, regata nelle acque antistanti Newport. Nulla di eccessivamente impegnativo ma la vittoria è meritevole di nota per gli avversari che il VOR70 è riuscito a tenere dietro, primo fra tutti Rambler 100 da molti ritenuto il monoscafo più performante in circolazione, terzo al traguardo Shockwave che non ha bisogno di presentazioni, insomma un buon inizio anche per gli americani!

Mentre aspettiamo al varco anche Groupama e perché no, Abu Dhabi e Telefonica son sicuro che ne vedremo delle belle alla Volvo Ocean Race di quest’anno!

Foto | Hamish Hooper
Via | volvooceanrace.com

Ritrovata Biondina Nera al largo della Barbados

pubblicato da Proust in: Storie Multiscafi Diari di bordo


Matteo Miceli potrà a breve “riabbracciare” la sua creatura, il piccolo catamarano non abitabile con cui qualche mese fa ha tentato il record di traversata atlantica in doppio assieme a Tullio Picciolini e sfortunatamente conclusosi con un naufragio e il conseguente abbandono del mezzo.

Appena rientrato Matteo aveva diramato un avviso alle capitanerie della cosata atlantica del Sud America chiedendo di tenere le antenne dritte per un eventuale, anche se improbabile, ritrovamento. Pochi giorni fa la notizia tanto attesa, un pescatore al largo della Barbados ha avvistato Biondina nera e con l’aiuto di un ragazzo che gestisce una società di charter l’hanno recuperata.

Matteo è ovviamente felicissimo del ritrovamento e sta già organizzando il recupero, ha commentato così la notizia:

Avevamo diffuso via web un messaggio presso le capitanerie di porto e i circoli velici delle coste del Venezuela e della Guyana. Siamo stati contattati da un ragazzo che ha preso a cuore la nostra Biondina Nera. Gestisce un’agenzia di charter di catamarani nelle isole Barbados. Gli abbiamo chiesto di tirare su e mettere in sicurezza la barca, e prendersene cura fino a quando andrò a riprendermela, ovvero a breve.

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Luca Zoccoli alla Global Ocean Race

pubblicato da Proust in: Persone Diari di bordo


È di un paio di giorni fa l’ufficializzazione da parte di Luca Zoccoli della sua campagna di avvicinamento alla Global Ocean Race del prossimo anno, dopo aver concluso l’ultima Ostar ed aver fatto parecchie altre regate a bordo del suo 35 piedi “In direzione ostinata e contraria” è giunto il momento del gran passo nei Class 40 seguendo il suo amico e collega Marco Nannini.

Abbiamo contattato Luca per farci spiegare di persona quali sono i passi che l’hanno portato fin qui, ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Luca, dicci un po’ come è scattata la scintilla della GOR?
E’ nata nei giorni successivi all’arrivo della Ostar 2009. Parlando con Marco Nannini del futuro, eravamo molto carichi e felici e cercavamo un seguito a Tutti gli enormi sforzi e consentimi al grande risultato ottenuto da due dilettanti!! Sono salito su questo tipo di barche dal 2007 quando sul Pogo n.ro 4 sul quale ho disputato la Route del Equateur con una Skipper Bretone e ho visto dal mio nascere e crescere questa classe che mi stimola molto!!

Mi corre l’obbligo di chiederti che barca sarà…
Non e’ un segreto, progetto Bruce Farr realizzata da Cookson ad Auckland (post relativo al varo del primo scafo ndr.) su commissione di un Velista Romano che si appresta a sopportarmi..( Non Supportarmi) per questo giro del mondo a tappe e con cui ho regatato in doppio alla Sevenstar 2010.

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Naufragio Marinariello – Lettera di Roberto Lantier armatore di Wops

pubblicato da Proust in: Storie Diari di bordo Sicurezza


Come lecito aspettarsi, ci arriva oggi una lettera di Roberto Lantier, armatore di Wops, che vuole chiarire alcuni aspetti dell’incidente accorso a Marinariello la settimana scorsa in merito al quale avevamo pubblicato la lettera di Francesca Marchi.

Per correttezza e completezza di informazione diamo spazio in eguale misura alla replica dell’altro equipaggio direttamente coinvolto sperando che si possa aprire una discussione costruttiva avendo in mano più elementi per giudicare.

Roberto Lantier e Bruno Spangaro, armatori dell’ imbarcazione Wops ITA 14444, intendono chiarire l’episodio accaduto sabato 18 settembre 2010, che li vede, loro malgrado, coinvolti in prima persona.

Erano circa le ore 10.30 del mattino ed avevamo appena doppiato il capo di Punta Salvore. Al timone della barca si trovava il sottoscritto Roberto Lantier. L’imbarcazione procedeva con la randa rotta all’altezza della stecca, mentre il vento stava aumentando sempre di più. Abbiamo così deciso di virare e di entrare nella baia di Portorose dove il vento e i marosi diminuiscono, per poi, riparati dalla città di Pirano, ammainare la randa danneggiata.

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Naufragio Marinariello – Lettera aperta di Francesca Marchi

pubblicato da Proust in: Storie Diari di bordo Sicurezza


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettere di Francesca Marchi che era imbarcata su Marinariello, il Cookson 40 che è naufragato lo scorso Week End durante la Trieste-S. Giovanni in Pelago-Trieste.

Non ci permettiamo però per il momento di prender posizione dato che le informazioni e le fonti a nostra disposizione sono parziali. Resta comunque un buono spunto per eventualmente fare delle riflessioni future senza, si spera, scatenare reazioni disordinate.

Spett.le redazione,

vi scrivo in merito alla vicenda del mancato soccorso alla nostra imbarcazione, rovesciata durante la
regata Trieste-S .Giovanni in Pelago, partita lo scorso venerdì. Faccio parte dell’equipaggio del Marinariello da alcuni anni e mai avrei pensato che su questa splendida barca avrei vissuto un’esperienza così traumatica. La rottura della chiglia è un problema strutturale, le condizioni meteo non erano al limite, l’organizzazione della regata non ha responsabilità di nessun tipo.

Sentire un rumore simile, per chiunque abbia fatto un po’ miglia e preso un po’ di onde, non lascia dubbi: la situazione è seria. Vedere una barca di 12 metri rovesciarsi in pochi secondi è sconvolgente. Ritrovarsi in mare con onde sopra al metro, vento intorno ai 20 nodi e pioggia battente sulla testa è una situazione che non auguro a nessuno.

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Alessandro Di Benedetto conclude il giro del mondo

pubblicato da Proust in: Persone Diari di bordo Oceani


Ufficialmente il mio nuovo mito. Alessandro Di Benedetto ha chiuso il suo giro del mondo in 270 giorni percorrendo qualcosa come 28.360 miglia senza scalo e senza assistenza, il tutto a bordo di una barca di soli 6.50 metri, sostanzialmente un Mini650 modificato per l’occasione.

Sergio sul velablog coniò, all’epoca della partenza, un’espressione particolarmente azzeccata per descrivere il personaggio, non posso riportarla ma vi invito a leggerla direttamente, che ha compiuto un’impresa che agli occhi di molti può sembrare al limite della follia ma che come tutte le avventure straordinarie resterà nella storia per lungo tempo.

Durante il suo viaggetto Alessandro Di Benedetto ha viaggiato ad una media di 4,3 nodi coprendo 105,1 miglia al giorno che non sempre sono stati un’allegra crociera, il 30 Marzo scorso ad esempio le condimeteo avverse (era in Pacifico del Sud) hanno portato via l’albero dalla coperta della piccola Findomestic Banca, Alessandro ha recuperato i pezzi e armato un albero di fortuna col quale ha poi percorso un altro oceano e mezzo passando per Capo Horn.

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